Christine Quinn, candidato sindaco di New York, alla prova della verita’ (“ero bulimica e alcolizzata”)
Christine Quinn, candidato sindaco di New York, alla prova della verita’ (“ero bulimica e alcolizzata”)
Economia

Christine Quinn, candidato sindaco di New York, alla prova della verita’ (“ero bulimica e alcolizzata”)

POWER AND THE CITY – Non solo Angelina Jolie (e la sua mastectomia preventiva). A sollevare un polverone Oltreoceano in queste ore è stato pure l’outing di Christine Quinn, 46 anni, speaker del consiglio comunale di New York e …Leggi tutto

POWER AND THE CITY – Non solo Angelina Jolie (e la sua mastectomia preventiva). A sollevare un polverone Oltreoceano in queste ore è stato pure l’outing di Christine Quinn, 46 anni, speaker del consiglio comunale di New York e candidato sindaco alle elezioni di novembre 2013 al posto dell’uscente Michael Bloomberg. In una intervista alla reporter del New York Times Kate Taylor Quinn ha raccontato nei dettagli il passato difficile tra bulimia e lotta all’alcolismo.

Aveva 16 anni appena e sua madre stava morendo per un cancro al seno. Si rifugiò nel cibo prima, vomitando però dopo ogni pasto o quasi. Abbracciò la bottiglia poi. Nel tentativo di sfuggire alla realtà. Il calvario durò 10 anni interi. Aspettò i 26 anni per entrare in una clinica di riabilitazione (la famigerata rehab!). Ora non tocca un goccio di alcol.  E non l’ha fatto nemmeno il giorno delle nozze con la compagna Kim Catullo celebrate nel maggio 2012.

Quinn è apertamente omosessuale e da sempre combatte per i diritti di tutti.

Chapeau alla sua decisione di fare luce su un passato così controverso. Non è affatto scontato per chi punta a ricoprire un incarico tanto ambito (e anche per chi punta decisamente a meno!) lavare i panni sporchi in piazza. Ci vuole coraggio. E tanto. Scommetto che molti “benpensanti” penseranno che l’abbia fatto per opportunismo o peggio per evitare che qualche “ficcanaso” possa minarne la credibilità magari sotto elezioni o anche dopo (negli States incredibile a dirsi basta molto meno per provocare un terremoto politico e dimissioni immediate dell’interessato!). Può darsi. Ma tant’è che l’ha fatto. E per questo merita rispetto.

P.s. Ricordate il caso Oscar Giannino e i suoi finti titoli di studio che provocò il tracollo allo “zero virgola” del suo “Fare per fermare il declino” (0,9%, per l’esattezza) alle politiche dello scorso febbraio? Bene. Anche senza il mitico “con il senno di poi” avrebbe dovuto parlare pure lui. Eccome! E non solo in vista della discesa (o salita?) in campo.

P.s. 2 Domani 17 maggio si celebra la Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia. Ricordiamocelo! E al di là della facile (e spesso inopportuna) retorica ragioniamo sull’urgenza di un intervento a livello strutturale. In ambito educativo, prima di tutto.

 

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