Choosy? Elsa Fornero forse non sbaglia
Choosy? Elsa Fornero forse non sbaglia
Economia

Choosy? Elsa Fornero forse non sbaglia

Perché l'invito del Ministro non è poi da condannare del tutto

Choosy? Alzi la mano chi sapeva il significato della parolina magica che ha fatto infuriare schiere di giovani e meno giovani. C’è da scommettere in pochi, pochissimi. Eppure complici i traduttori istantanei lo scivolone lessicale del ministro Elsa Fornero ha scatenato un vero putiferio . Con orde di rivoltosi online e offline. Motivo? La titolare del Welfare ha osato esortare ragazzi e non a non essere schizzinosi (choosy, appunto!) nella scelta del primo impiego.

Per lei l’importante è entrare nel mondo del lavoro. Subito. Accettando anche il primo incarico. Salvo poi muoversi dall’interno per migliorare la propria posizione. Apriti cielo! Cosa avrà mai detto di così indicibile? D’accordo. Il ministro non spicca per simpatia e il suo costante salire in cattedra non gioca certo a suo favore. Ma il suo invito è sacrosanto.

In tempi di crisissima (e non solo) bisogna rimboccarsi le maniche. Avrebbe potuto scegliere un termine diverso. O usare un giro di parole più consono alle orecchie evidentemente assai sensibili (o suscettibili?) della platea in ascolto. Ma la sostanza non sarebbe cambiata. Perché con punte di disoccupazione tra i 15 e i 24enni italiani del 34% c’è poco da scherzare. Soprattutto se la media Ue è inchiodata al 24% e cioè 10 punti sotto.

Ancora: i signori di Unioncamere sostengono che nel nostro Paese ci siano 100 mila posti di lavoro scoperti. Mancherebbero all’appello persino ingegneri, chimici, fisici, esperti marketing... Il sospetto che la cifra tonda piaccia e sia pubblicizzata per quello c’è, ma anche il dubbio che esista anche qualche casella libera...

P.s. A proposito di frasi infelici destinati ai giovani bistrattati… Fu l’allora ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa a inaugurare la serie con i suoi “bamboccioni” diventati un tormentone vero. Il termine piacque parecchio anche a Renato Brunetta (e non solo). In tempi più recenti ci fu anche il “niet” del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri “al posto fisso vicino a mamma” a scaldare gli animi. E persino il premier Mario Monti, altrimenti "Re dell’aplomb" si fece prendere la mano definendo il posto fisso “monotono”. Salvo poi correggere immediatamente l’ “equivoco”.

TUTTO SULLA RIFORMA DEL LAVORO

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