Tasse sulla casa: si cambia ancora, ecco la Iuc
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Tasse sulla casa: si cambia ancora, ecco la Iuc
Economia

Tasse sulla casa: si cambia ancora, ecco la Iuc

Si chiamerà Imposta unica comunale il tributo che dovrebbe mandare in soffitta l’Imu e sostituire la mai nata Trise

E adesso c’è qualcuno che rimpiange la vecchia e cara, nel senso di costosa, Ici. Ebbene sì, di fronte allo scenario di assoluta indeterminatezza e di palese confusione in cui si trovano Parlamento e governo nel definire le future tasse sulla casa, qualcuno preferirebbe tornare al passato. Certo l’Ici si pagava anche in maniera salata, ma almeno c’era la certezza di quello a cui si andava incontro. Adesso invece è il caos assoluto. L’ultima conferma di questo stato di palese disordine, è arrivata con la decisione, presa in extremis in Commissione Bilancio al Senato, di sostituire l’Imu con una nuova tassa, denominata Iuc, ossia Imposta unica comunale.

IMPOSTE LOCALI, SARA' COMUNQUE UN SALASSO

Addio dunque alla Trise, il tributo mai nato e che in origine avrebbe dovuto raggruppare tutte le imposte locali; e tanti saluti anche alla Tuc, altro fantomatico acronimo che per qualche tempo era stato proposto per un’imposta comunale. La nuova Iuc dovrebbe essere modellata sulla falsa riga della decaduta Trise. Ossia ci dovrebbero essere le due componenti dette Tari e Tasi, legate alla gestione dei rifiuti la prima, e ai servizi indivisibili la seconda. Le novità invece riguardano il fronte di applicazione della nuova imposta e le aliquote.

C'ERA UNA VOLTA LA TRISE

Secondo la bozza di legge presentata infatti, la Iuc non si applicherebbe alle prime case, tranne quelle di lusso. In questo senso dunque i proprietari di abitazioni principali dovrebbero essere tutelati. Per loro resterebbero invece in vigore la Tasi, con aliquota minima fissata all’1 per mille, ma aumentabile dal prossimo anno, e la Tari, il cui calcolo dovrebbe essere legato invece ai metri quadri dell’abitazione e al volume di rifiuti prodotti. La Iuc invece riguarderebbe le seconde case, con un’aliquota massima però che, a differenza di quanto accadeva prima per la Tasi, sarebbe fissata ad un massimo del 10,6 per mille, non superabile. Altro elemento fondamentale contenuto nel disegno di legge architettato in Commissione, sarebbe legato all’aumento dei fondi a disposizione dei Comuni per introdurre deduzioni a carico dei contribuenti.

UN TUC DI TROPPO, TASSE IN FORMATO SNACK

Attualmente eravamo fermi a un miliardo di euro, che ora vengono aumentati di altri 500 milioni. In questo modo, si stabilisce che i contribuenti avranno diritto ad una detrazione iniziale di 200 euro, a cui si sommerebbero altri 50 euro per ogni figlio a carico. Il tutto ovviamente al netto di ulteriori aumenti delle deduzioni che ciascun Comune potrà decidere in base alle proprie disponibilità finanziarie. Queste dunque sono le novità, ce hanno buone possibilità di diventare definitive. E questo perché in serata dovrebbe arrivare il voto di fiducia sulla manovra che il governo ha annunciato al Senato.

Dunque, anche volendo, non ci sarebbe neanche il tempo materiale per inventarsi qualche altro acronimo fiscale. C’è da credere però che se ci fosse stato, chissà con quante altre fantasie tributarie avremmo dovuto fare i conti. Insomma, mai fiducia fu più auspicata di quella che dovrebbe arrivare stasera.

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