Quali imprese non dovranno pagare i propri debiti al fisco
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Quali imprese non dovranno pagare i propri debiti al fisco
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Quali imprese non dovranno pagare i propri debiti al fisco

Ecco come si ottiene la sospensione delle cartelle esattoriali, se si vantano crediti con la pubblica amministrazione

Un provvedimento invocato da anni e che in tanti ritenevano una misura di puro buon senso, soprattutto nel fronte imprenditoriale. Stiamo parlando della compensazione tra debiti fiscali e crediti vantati nei confronti dello Stato. Da tempo infatti le associazioni di categoria ritenevano opportuno alleggerire il carico tributario di quelle imprese i cui crediti con le amministrazioni pubbliche non risultavano soddisfatti. Finalmente proprio in queste ore  è stato dato il via libera ad un emendamento che ammetterà questa compensazione da tanto attesa e che potrà risultare per tante imprese una vera e propria boccata d’ossigeno.

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Nell’ambito della conversione in legge del decreto “Destinazione Italia”, le Commissioni Finanze e attività produttive della Camera hanno infatti approvato un emendamento al testo che, come detto, sospende appunto la riscossione delle cartelle esattoriali a carico delle imprese titolari di crediti certificati nei confronti della Pubblica Amministrazione. Ovviamente per aver diritto a questo tipo di procedura che, è bene sottolinearlo per il momento varrà solo per il 2014,  bisognerà rispettare una serie di condizioni.

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Innanzitutto saranno ammesse alla compensazione solo le imprese che vanteranno crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili. Le somme in questione poi dovranno derivare da opere di somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali, nei confronti naturalmente della pubblica amministrazione. Inoltre gli stessi crediti, come già accennato, dovranno essere certificati secondo le modalità previste da specifici decreti emanati nel 2012 dal ministero dell’Economia. Importante poi sottolineare che, affinché la sospensione delle cartelle esattoriali diventi operativa, è necessario che le somme iscritte a ruolo siano inferiori o pari al credito vantato.

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La misura così congegnata, che ora attende l’approvazione definitiva in sede di votazione d’aula, purtroppo però non sarà immediatamente operativa. Si dovrà infatti attendere l’emanazione, entro 90 giorni, periodo che dovrebbero iniziare a decorrere dalla data di conversione in legge del decreto, di un apposito decreto attuativo del ministero dell’Economia e delle finanze, da assumere di concerto con il Ministero dello Sviluppo economico. In esso, tra le altre cose, dovranno essere  stabiliti innanzitutto i criteri e le modalità di individuazione delle imprese aventi diritto. Inoltre sarà necessario anche precisare la procedura con cui avverrà la trasmissione dei relativi elenchi agli agenti della riscossione.

La sospensione delle cartelle esattoriali, quando diverrà effettiva, rappresenterà dunque un’ulteriore misura di favore per le imprese che vantano crediti certificati nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Si andrà infatti ad aggiungere alle possibilità di compensazione già vigenti, note tecnicamente come istituti deflattivi, e che vengono applicate nell’ambito del contenzioso che scatta tra aziende e Agenzia delle entrate.

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