Caporalato, ecco le nuove regole
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Caporalato, ecco le nuove regole
Economia

Caporalato, ecco le nuove regole

Carcere fino a sei anni per chi sfrutta i lavoratori, e oltre agli intermediari, saranno punibili anche i datori di lavoro

La nuova legge che punisce il caporalato è stata fortemente voluta dal ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, ed è stata sostanzialmente accolta con grande favore da tutti i partiti, visto che al suo voto definitivo in Parlamento nessuna forza politica si è opposta. Si tratta di una legge di civiltà che finalmente, è il caso di sottolinearlo, punisce severamente ogni forma di sfruttamento del lavoro. Ma vediamo in dettaglio cosa prevedono le nuove norme.

Cosa si intende per sfruttamento

Innanzitutto sono stati chiariti i presupposti con i quali potrà scattare l’accusa di sfruttamento verso i cosiddetti caporali. La legge parla espressamente di “corresponsione ripetuta di retribuzioni difformi dai contratti collettivi e la violazione delle norme sull'orario di lavoro e sui periodi di riposo". Insomma, in presenza di stipendi da fame e di straordinari non retribuiti potranno scattare le accuse di caporalato. Inoltre, costituiranno aggravanti: il mancato rispetto delle regole sulla sicurezza, l’attuazione di sistemi di sorveglianza dei lavoratori, nonché il loro alloggiamento in condizioni disumane.

Pene più severe

D’ora in poi, chi sarà condannato per sfruttamento del lavoro, potrà andare incontro alla reclusione da uno a sei anni. Se poi venissero appurati casi di violenza o minaccia, le pene potrebbero salire da cinque a otto anni di carcere. Tra l’altro, le nuove norme prevedono anche l’arresto in flagranza di reato.

Punibili anche i datori di lavoro

Si tratta senza dubbio di una delle novità più significative della nuova legge. Essa prevede infatti che non siano più puniti soltanto gli intermediari, ovvero i cosiddetti caporali, ma anche i datori di lavoro che avranno, come dire, utilizzato i loro servizi. A questo proposito, le nuove norme stabiliscono anche il controllo giudiziario sull'azienda che consentirà, in caso di arresto del proprietario, di non interrompere l'attività agricola.

Vittime e indennizzo

Per la prima volta si è deciso di estendere le finalità del Fondo antitratta anche alle vittime del delitto di caporalato, considerata l’omogeneità del tipo di reato e la frequenza dei casi registrati in cui la vittima di tratta è appunto anche vittima di sfruttamento del lavoro.

Lavoro agricolo di qualità

Viene rafforzata l’operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità. Viene cioè esteso l'ambito dei soggetti che possono aderire alla Rete, includendovi gli sportelli unici per l'immigrazione, le istituzioni locali, i centri per l'impiego e i soggetti abilitati al trasporto dei lavoratori agricoli. In sostanza quindi si introducono nuove vie sperimentali di intermediazione del lavoro agricolo, affinché si promuova la legalità e il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Coinvolte le amministrazioni pubbliche

La nuova legge sul caporalato prevede poi che le amministrazioni statali siano direttamente coinvolte nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo, attraverso un piano congiunto di interventi per l'accoglienza di tutti i lavoratori impegnati nelle attività stagionali di raccolta dei prodotti agricoli. L'obiettivo è tutelare la sicurezza e la dignità dei lavoratori ed evitare lo sfruttamento ulteriore, della manodopera anche straniera.

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