Busta arancione: perché in Italia non arriverà a tutti
Busta arancione: perché in Italia non arriverà a tutti
Economia

Busta arancione: perché in Italia non arriverà a tutti

L'Inps annuncia l'attivazione entro l'estate del calcolatore online della pensione. Ma potranno utilizzarlo solo gli over 58. Per i più giovani in arrivo un simulatore

Una differenza tra i lavoratori svedesi e quelli italiani? I primi a partire dagli anni '90 conoscono l'ammontare dell'assegno pensionistico. Per i secondi, invece, rimane ancora un mistero. Non per tutti gli italiani, per la verità.

Già, perché questa estate la cosiddetta "busta arancione" , che in Svezia comunica ai lavoratori la pensione che riceveranno dallo Stato, farà il suo ingresso in Italia, ma solo per gli over 58 e con un ritardo di oltre vent'anni rispetto al Nord Europa.

Il via libera all'informativa, che arriverà in un primo tempo solo ai nati prima del 31 dicembre 1955, secondo la nota ministeriale dello scorso 20 marzo, è slittato di qualche mese a seguito del cambio di governo, anche se il presidente dell'ente Antonio Mastrapasqua di recente ha assicurato che il semaforo verde arriverà entro i prossimi due - tre mesi.

Ma occorre fare una precisazione. A differenza di quanto accade nei Paesi nordeuropei, la “busta arancione” italiana non sarà inviata in formato cartaceo né via web (qui un esempio del formato adottato dall'ente previdenziale pubblico scandinavo): sarà più semplicemente un calcolatore online messo a disposizione sul sito dell'Inps, con cui i lavoratori a cinque anni dalla pensione, dotati di username e password, potranno via via conoscere l'ammontare del futuro assegno pensionistico.

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Del resto l'Inps, a seguito della spending review, non può permettersi di inviare milioni di lettere in più rispetto a quelle che già spedisce ogni anno. Non può nemmeno utilizzare le mail, che per quanto sicure e certificate siano, non raggiungerebbero tutti i contribuenti che hanno diritto a ricevere l'informativa. 

Il motivo è presto detto: ad oggi gli italiani non sono obbligati a comunicare per legge il proprio indirizzo di posta elettronica, a differenza di quanto accade per la residenza fiscale. E non tutti hanno il pc.

Il calcolatore, inoltre, non sarà disponibile per i lavoratori più giovani, ma - scrive l'Inps - “verrà progressivamente attivato in modo da renderlo disponibile a tutti i lavoratori in prossimità del conseguimento dei requisiti di pensione”.

Per tutti gli altri, invece, l'istituto di previdenza nazionale sta studiando un simulatore online che fornirà una stima approssimativa dell'ammontare della pensione in base a diversi scenari economici, sul modello di quelli già presenti sul web e realizzati da enti privati.

A differenza di questi ultimi, però, il risultato avrà il “timbro” di un ente pubblico, con tutte le conseguenze in merito sul piano legale, ma anche una maggiore affidabilità, perché basato su dati Inps (e di altri enti previdenziali) e sulle previsioni ufficiali dell'andamento dell'economia.

L'arrivo di questo terzo strumento, accanto al calcolatore online e all'estratto conto integrato, è previsto entro fine anno.

Ma è presto per cantare vittoria: i tempi potrebbero essere più lunghi, perché gli enti coinvolti sono più di uno e i lavori sono ancora in corso per rendere più rigoroso il processo di rilascio delle informazioni ai contribuenti.

Più grande è la distanza alla data del ritiro, infatti, e maggiore è l'incidenza dei fattori che possono cambiare la stima dell'ammontare dell'assegno, dalla discontinuità lavorativa alla variabile retribuzione, dall'impatto dell'inflazione a quello del Pil, cui i contributi accantonati sono collegati per la loro rivalutazione.

Eppure c'è sempre più bisogno di informazioni di questo tipo nell'era della flessibilità. Soprattutto nell'ottica di una corretta pianificazione di forme previdenziali integrative. L'orticello garantito dal welfare state è destinato a restringersi nei prossimi anni. E non di poco.

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