Borse: tre mercati su cui scommettere nel 2016
Borse: tre mercati su cui scommettere nel 2016
Economia

Borse: tre mercati su cui scommettere nel 2016

Per i principali gestori di patrimoni gli investimenti nei Paesi sviluppati renderanno di più rispetto a quelli negli emergenti

Il 2016 sarà un anno di crescita modesta in cui i Paesi avanzati faranno meglio rispetto ai Paesi emergenti.

Sarà un anno in cui la volatilità tornerà a salire, mentre la geopolitica, il rallentamento della Cina e la divergenza tra le politiche monetarie tra le due sponde dell'Oceano Atlantico – accomodante in Europa e restrittiva in America - continueranno a essere monitorate con attenzione dagli investitori a fronte di rendimenti più magri rispetto a quelli degli ultimi due anni.

Per la maggior parte dei grandi gestori patrimoniali, il prossimo anno sarà insomma una brutta copia del 2015: stesse problematiche ma guadagni più bassi.

Le Borse hanno raggiunto una fase matura del ciclo rialzista ma offrono ancora molto potenziale, se si sapranno cogliere le migliori opportunità sui mercati globali.

Sul fronte azionario, le preferenze dei grandi fondi di investimento vanno al Giappone, alle piazze dell'Eurozona e, con maggiore cautela, agli Stati Uniti d'America. Ecco perché.

Europa

L'indice Stoxx Europe 600, che raggruppa le società a maggiore capitalizzazione quotate in Europa (area euro e non), secondo la banca d'affari Goldman Sachs crescerà del 7% nei prossimi 12 mesi passando dagli attuali 372 ai 400 punti.

Il focus, secondo molti gestori, va all'Eurozona: qui le aziende potranno contare sul petrolio ancora ai minimi, che funziona come uno stimolo fiscale, su una politica monetaria accomodante e sul possibile indebolimento della divisa comune, che potrebbe spingere le esportazioni.

Per State Street Global Advisors, il terzo gestore di patrimoni al mondo con masse per oltre 2.200 miliardi di dollari, le Borse europee il prossimo anno dovrebbero garantire un rendimento del 5,4%; non è un granché, ma è quasi il doppio rispetto ai ritorni attesi a Wall Street.

Nel Vecchio Continente, in particolare, il colosso degli investimenti di Boston preferisce le small cap (i titoli a bassa capitalizzazione) che in genere sono più esposte al mercato domestico e meno ai possibili scossoni provenienti dall'esterno.

Giappone

Oltre all'Eurozona (che piace a tutti), l'altra piazza finanziaria su cui punta BlackRock, il più grande gestore di patrimoni al mondo (oltre 4.000 miliardi di dollari), è il Giappone, soprattutto per i prezzi relativamente bassi rispetto a quelli che si registrano nelle Borse degli altri Paesi avanzati.

La situazione del Sol Levante sembra essere favorevole alle aziende quotate, che potranno contare il prossimo anno su una politica accomodante da parte della Bank of Japan, mentre i principali rischi potrebbero derivare dal rallentamento dell'economia cinese.

Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che l'indice Topix, il principale della Borsa di Tokyo, passerà da 1600 a 1800 punti in 12 mesi (+12%), mentre per State Street Global Advisors gli investimenti in Giappone potranno offrire un guadagno del 7,5% (in yen) il prossimo anno.

Stati Uniti d'America

Negli USA molti gestori patrimoniali sono dell'opinione che nel 2016 Main Street (le pmi) faranno meglio di Wall Street (le grandi corporation).

Per le principali banche d'affari, il principale indice borsistico americano, l'S&P 500, ha un potenziale di rialzo limitato nei prossimi 12 mesi. Per JP Morgan crescerà del 5% a 2.200 punti, per Morgan Stanley del 3% a 2.175 punti e per Goldman Sachs solo del 2% a 2.100 punti dagli attuali 2.050 punti.

Molti gestori in questa fase del ciclo preferiscono le mid & small cap, che potrebbero fare meglio delle large cap. Wells Fargo, quarta banca americana per asset, dal punto di vista settoriale enfatizza il manifatturiero, gli industriali, le materie prime, gli energetici, i tecnologici e i finanziari.

Per Bank of America Merrill Lynch, seconda banca americana per asset, i titoli ciclici di alta qualità sono le scelte migliori. A livello di scelte di portafoglio, in questo ambiente suggerisce di comprare ciò che la classe media americana compra: retailer, banche regionali e bond investment grade.

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