Borsa e spread: quattro scenari per il dopo-elezioni
Borsa e spread: quattro scenari per il dopo-elezioni
Economia

Borsa e spread: quattro scenari per il dopo-elezioni

L'analisi della multinazionale del trading Ig, sulle prospettive dei mercati in vista del verdetto delle urne

Un governo stabile, una maggioranza allargata ma traballante, un'alleanza Monti-Bersani oppure una situazione caotica che, fra qualche mese, rischia di portare nuovamente l'Italia alle urne, facendo impennare lo spread. Sono i quattro scenari per il dopo elezioni delineati da Ig , multinazionale del trading online con sede a Londra e presente nel nostro paese dal 2008, sotto la guida di Alessandro Capuano.

Gli analisti della società, Vincenzo Longo e Filippo Diodovich, hanno preso in esame diverse ipotesi, per capire cosa bisogna aspettarsi sulla piazza finanziaria di Milano, dopo che gli italiani saranno chiamati a votare per il rinnovo nel Parlamento, il 24 e 25 febbraio prossimi.

LO SPREAD E LA POLITICA

Ecco, nel dettaglio, i risultati dell'analisi di Ig.

MAGGIORANZA STABILE. Il primo scenario preso in considerazione è la netta prevalenza di uno schieramento politico, sia alla Camera, che al Senato. A questa ipotesi, gli analisti assegnano però una probabilità bassa (attorno all'8%) anche nel caso di una vittoria del centrosinistra, che  risultava ancora in vantaggio prima che, nelle scorse settimane, scattasse il divieto di pubblicazione dei sondaggi, in cui il centrodestra era in ripresa. Nel caso si formasse una maggioranza stabile in Parlamento, lo spread Btp/Bund (cioè il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi) potrebbe indietreggiare sino a 230 punti base (2,3%), dai 278 punti attuali. Non dovrebbe cambiare in maniera significativa, invece, lo scenario macroeconomico. A detta degli analisti di Ig, una vittoria del centrosinistra potrebbe portare a una più intensa lotta alla disoccupazione, con un calo della quota di senza-lavoro al di sotto della soglia dell'11%, mentre una prevalenza del centrodestra potrebbe avere invece degli effetti positivi sulla crescita del pil, se il taglio delle tasse annunciato da Berlusconi (in particolare dell'Imu e dell'Irap) venisse messo in cantiere.

COALIZIONE ALLARGATA.

Uno scenario un po' problematico si creerebbe se il centrosinistra guidato da Bersani prevalesse di misura ma avesse bisogno dell'appoggio del terzo polo di Mario Monti, senza perdere però quello di Sel, il partito guidato da Nichi Vendola. In questo caso, non sarà facile far convivere assieme tutte le componenti della maggioranza, soprattutto quando il governo dovrà approvare dei provvedimenti importanti. Per questo, lo spread Btp/Bund rischia un nuovo rialzo fino a 350 punti base (3,5%), anche sulla scia dei timori che arrivano dall'Europa, sulla situazione dei conti pubblici spagnoli e sulla tenuta del governo Rajoy.

ALLEANZA MONTI-BERSANI (SENZA VENDOLA).  Anche se Bersani esclude di voler abbandonare Vendola, gli analisti di Ig contemplano l'ipotesi di un'alleanza tra Pd e i centristi di Mario Monti, con l'uscita di Sel dal centrosinistra. In questo caso, i mercati sarebbero più fiduciosi riguardo alla formazione di un governo stabile e lo spread potrebbe scendere a 200 punti base (2%), con un calo di quasi 80 punti dai livelli attuali.

RISCHIO-CAOS. Lo scenario peggiore si aprirebbe nel caso in cui, dopo le elezioni, fosse veramente molto difficile creare in Parlamento una maggioranza stabile, con qualsiasi forza politica. Di fronte a questa ipotesi, che fa aleggiare lo spettro di un nuovo ritorno alle urne fra qualche mese (dopo un governo “balneare” appoggiato da diversi partiti), gli analisti di Ig non escludono che lo spread possa tornare nuovamente attorno a 500 punti base, quasi raddoppiando il livelli attuali.

LE PROSPETTIVE DI PIAZZA AFFARI. Nel breve periodo, le incertezze sulla fase post-elezioni non faranno bene all'indice Ftse-Mib di Piazza Affari, che oggi è attorno a 16.660 punti e che rischia di soffrire un po' a marzo e aprile. Poi, per il listino milanese, potrebbe aprirsi un periodo di crescita fino alla fine dell'anno, con una risalita in un'area compresa tra 19mila e 23mila punti, tranne che in un caso: di fronte all'ipotesi di un periodo di forte instabilità politica (contemplata nell'ultimo scenario), gli analisti di Ig non escludono che l'indice possa ripiombare attorno a15mila punti entro dicembre. In quest'ultimo caso, potrebbero finire sotto pressione i titoli di società coinvolte in vicende giudiziarie come Banca Monte dei Paschi di Siena o Finmeccanica, assieme alle azioni del comparto finanziario (che soffrirebbero per la ripresa dello spread) e a quelle del settore difesa (su cui è forte la spinta per una riduzione delle spese per gli armamenti).

Non è invece escluso che in borsa si apra una stagione interessante per i titoli delle utility energetiche, che sono ancora controllate in gran parte dalla mano pubblica. Per ridurre il debito statale, il governo che nascerà dopo le elezioni potrebbe infatti far ripartire un processo di privatizzazioni, con il conseguente inizio di una stagione di M&A (fusioni e acquisizioni) tra le maggiori utility italiane.

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