Bonfici dall'estero: cara Europa salvaci tu
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Bonfici dall'estero: cara Europa salvaci tu
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Bonfici dall'estero: cara Europa salvaci tu

Proteste dei consumatori contro la trattenuta del 20% sui trasferimenti di denaro dai paesi stranieri, che potrebbe però essere stoppata a Bruxelles

Update: con un comunicato diffuso nella serata del 19 febbraio, il ministero dell'Economia e delle Finanze ha fatto sapere di aver sospeso la norma sui bonifici dall'estero, che ha sollevato molte polemiche negli ultimi giorni. "Gli acconti eventualmente già trattenuti dagli intermediari finanziari sulla base della norma in oggetto", fa sapere il ministero, "saranno rimessi a disposizione degli interessati dagli stessi intermediari".

Ecco, di seguito, l'articolo che racconta cosa è successo nei giorni scorsi, con l'entrata in vigore delle nuove disposizioni.

Sotto l'esame delle autorità di Bruxelles. E' ciò che capiterà presto alla contestatissima norma sui bonifici dall'estero, entrata ufficialmente in vigore dal 1° febbraio scorso. Si tratta di una nuova legge fiscale che impone una mega-trattenuta del 20% sui trasferimenti di denaro provenienti dai paesi stranieri e destinati ai conti correnti italiani. Per evitare questa trattenuta, il correntista deve presentare alla banca un'autocertificazione, in cui dichiara che le somme ricevute non sono tassabili, poiché non sono classificabili né come redditi da capitale, né come redditi diversi. Con questa procedura burocratica, chi non deve pagare neppure un centesimo di imposte riesce a sfuggire alla tagliola del fisco.

ECCO COME FUNZIONA IL MEGA-BALZELLO SUI BONIFICI

Alcune associazioni dei contribuenti e dei consumatori come l'Adusbef, però, hanno protestato vivacemente contro queste nuove disposizioni, considerandole molto vessatorie per il contribuente. Se un correntista non presenta l'autocertificazione, infatti, è costretto a subire la ritenuta anche su un semplice trasferimento di denaro inviato da un amico o parente che risiede oltreconfine. In questo caso, i diretti interessati possono chiedere indietro alla banca il prelievo non dovuto solo in un momento successivo, cioè entro il 28 febbraio dell'anno seguente. Si tratta dunque di procedure un po' arzigogolate, che hanno spinto alcuni eurodeputati italiani, tra cui Tino Rossi di Forza Italia e l'ex-leghista Claudio Morganti, a presentare una interrogazione al Parlamento di Bruxelles. Entrambi i gli eurodeputati ipotizzano una violazione del Trattato sul funzionamento della UE, che proibisce le restrizioni ai trasferimenti di denaro tra gli stati membri dell'Unione.

Il commissario europeo per la fiscalità, Algirdas Semeta, sta ora esaminando il problema, per verificare se il nuovo mega-balzello del fisco italiano è realmente compatibile con i principi dell'Ue di non discriminazione e di libera circolazione delle merci e dei capitali. Comunque vada a finire, la nuova norma sui bonifici dall'estero sembra già un mezzo pasticcio. Secondo Giampiero Guarnerio, commercialista di Rödl & Partner, uno dei maggiori studi professionali multi-disciplinari del mondo, c'è il rischio che eventuali mancanze o difetti delle autocertificazioni diano luogo a diversi contenziosi tra i contribuenti e l'Agenzia delle Entrate e rendano più difficile il dialogo tra il cittadino e l'amministrazione finanziaria . “Inoltre” aggiunge Guarnerio, “non va dimenticato che le nuove procedure imposte dalla legge comportano per le banche un costo amministrativo, che potrebbe poi essere scaricato sui correntisti, seppur in via indiretta”. A meno che l'Europa non ci chieda di cancellare questo nuovo balzello.

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