Dieci aziende che cambieranno il nostro modo di mangiare e di fare shopping
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Dieci aziende che cambieranno il nostro modo di mangiare e di fare shopping
Economia

Dieci aziende che cambieranno il nostro modo di mangiare e di fare shopping

Amazon, Starbucks, ma non solo: ecco come le idee geniali di alcuni player stanno rivoluzionando lo scenario

Vendite, e-commerce e nuovi modi di mangiare: Business Insider ha selezionato  un elenco di imprese portatrici di novità. Ecco le dieci più rappresentative. In testa alla classifica, ci sono i droni che Amazon e Deutsche-Post stanno testando per le consegne a domicilio. L’ambizione di Jeff Bezos, in particolare, è riuscire a consegnare gli acquisti entro 30 minuti dall’ordine. Se le cose andranno come previsto, i quadcopter potrebbero entrare in servizio nei prossimi quattro o cinque anni. Sempre a proposito di consegne, ShopRunner è cresciuto sul successo dell’e-commerce. Ai suoi iscritti, che pagano un forfait da 79 dollari l’anno, ShopRunner assicura la consegna gratuita entro due giorni di tutti gli acquisti effettuati in oltre 80 negozi, come Neiman Marcus, Toys ‘R’ Us e Brooks Brothers e un numero illimitato di restituzioni della merce di cui non si è soddisfatti. 

Hampton Creek Foods è nata in California con l’ambizione di rivoluzionare il concetto dell’agricoltura intensiva. L’azienda infatti, offre uova succedanee prodotte interamente con ingredienti vegetali e, con la maionese a marchio Mayo, si avvia a conquistare i supermercati di tutto il mondo. Un’idea rivoluzionaria che è piaciuta a investitori come Bill Gates e al miliardario cinese Li Ka-shing. Sempre sul fronte alimentare, la californiana Niman Ranch si è imposta come un pioniere nella produzione industriale di carne biologica. I suoi prodotti, rigorosamente privi di antibiotici, sono acquistati da ristoranti di alto livello e da catene che hanno fatto del biologico un punto di forza. A proposito di player in grado di cambiare le regole del gioco, dopo l’acquisizione da 600 milioni di dollari di Teavana avvenuta nel 2012, Starbucks sta cercando di convincere i suoi clienti ad aggiungere il tè alle proprie abitudini di consumo. 

Il brand americano Michael Kors insegna che c’è sempre spazio per la segmentazione e che, se fatta in un modo intelligente, può portare ottimi risultati. Il brand, adesso, vale più di Ralph Lauren, complice un posizionamento rivolto a persone benestanti, ma non ancora ricche. Harry’s, invece, ha trovato una nicchia all’incrocio di due variabili: prezzo e qualità e vende con successo rasoi di buon livello a un prezzo accettabile. I fondatori dello shop online, Jeff Raider e Andy Katz-Mayfield, hanno fatturato 122,5 milioni di dollari nel primo anno di attività, cosa che gli ha permesso di comprare una fabbrica per la produzione di rasoi in Germania.

Se tutti vogliono affermare la propria presenza online, The Container Store sceglie la strategia diametralmente opposta e fa di tutto per essere un inimitabile punto di riferimento per le vendite tradizionali. Non solo i suoi dipendenti godono di numerosi benefit, ma la catena fa anche l’impossibile per assicurare ai clienti un’assistenza impeccabile. L’ambizione di Nordstrom, invece, è quella di unire vendite online e offline. Per questo, la società analizza le immagini pubblicate su Pinterest dai suoi 4,5 milioni di follower per decidere quali prodotti mettere in vetrina nei suoi negozi. ShopKick, invece, ha portato una ventata di aria fresca al settore premi e carte fedeltà: basta scaricare dalla rete i coupon che interessano per vederli comparire automaticamente sugli smart phone quando ci si trova nei pressi del negozio a cui si riferiscono. E, ancora: visitare e fare shopping in determinati punti vendita permette di accrescere il proprio punteggio che, raggiunto un certo livello, si trasforma in una gift card

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