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Economia

Australia, 200mila nuovi posti di lavoro a Melbourne

Lo stato del Victoria stanzia 23 miliardi di euro per stimolare crescita e occupazione

Il successo di Jobs 2014, la campagna anti-disoccupazione lanciata poco prima dell'inizio dell'estate (anche se per l'Australia dovremmo parlare di inverno, visto che le stagioni sono invertite rispetto alle nostre), con cui grazie al sostegno delle varie comunità locali in pochi mesi è stato possibile creare niente meno che 121mila nuovi posti di lavoro, che hanno fatto rientrare il tasso di disoccupazione di quasi mezzo punto percentuale, progetti simili sono stati approvati anche da alcuni degli stati federati australiani. 

La mano invisibile deve diventare visibile per aiutare i mercati a reagire al massimo delle loro potenzialità

Il caso del Victoria

Nel Victoria, per esempio, la campagna Victorian Jobs in the 21st century si pone obiettivi addirittura superiori a quelli del Jobs 2014 di Canberra. Nello specifico, Melbourne crede che la creazione di nuovi posti di lavoro non sia sufficiente a rilanciare crescita e sviluppo a livello nazionale, e che senza un intervento di più ampio respiro la ripresa non potrà che essere più lenta. Non solo, a Melbourne sono convinti che solo nel caso in cui i singoli interventi pro-occupazione e pro-sviluppo verranno coordinati a livello centrale potranno essere realmente efficaci, perché solo in questo modo sarà possibile innescare una serie di dinamiche virtuose in grado di moltiplicare gli effetti delle singole iniziative.

La mano invisibile, quindi, deve diventare visibile altrimenti i mercati non reagiranno al massimo delle loro potenzialità? E se così è, lo stato è effettivamente in grado di gestire e coordinare gli aiuti in prima persona aumentando così efficienza e efficacia degli stessi? In Australia parrebbe di sì, tant'é che Melbourne, con il suo Victorian Jobs Act, si è posta l'obiettivo di intervenire in sei settori chiave che hanno in comune tra loro solo la capacità di creare sviluppo e nuovi posti di lavoro. Il governo li ha riassunti in abilità, infrastrutture, manifattura, economia digitale, servizi e impegno internazionale. Grazie all'iniezione di poco meno di 23 miliardi di euro di fondi verranno stimolati al punto da creare almeno 200mila nuovi posti di lavoro. Contemporaneamente, Melbourne ha in mente di finanziare corsi di aggiornamento mirati per almeno un milione di australiani e, naturalmente, offrire incentivi a quegli imprenditori stranieri che con le loro aziende decideranno di contribuire alla rinascita dell'economia australiana. 


L'Australia, per crescere, ha bisogno del contributo di tutti

Crescita e occupazione

A lungo criticato per l'incapacità di mantenere il Victoria, e di conseguenza l'Australia, al passo con i tempi, l'amministrazione locale ha scelto di affrontare il problema della crescita in maniera diretta, accentrando nelle sue mani tutte le iniziative pro-sviluppo

In realtà, l'economia del Victoria sta crescendo a ritmi del 2,25 per centi, e da dicembre 2010 a oggi sono stati creati in media 2475 nuove posizioni al mese. Moltissime, ma non abbastanza per far fronte alle aspettative lavorative della popolazione locale e di tutti gli stranieri che nel frattempo sono emigrati qui, portando il tasso di disoccupazione dal 4,9 di inizio 2011 al 6,8 per cento attuale. Eppure, per quanto incoraggianti possano sembrare questi dati, i problemi non mancano. Tante aziende stanno chiudendo perché il costo del lavoro è troppo alto, e una grossa fetta di disoccupati viene assunta con contratti part-time anziché full-time. 

Oggi, a chi si chiede se il programma del Victoria, come quello di Canberra, darà la precedenza agli stranieri Melbourne risponde di no, perché "l'Australia, per crescere, ha bisogno del contributo di tutti". E a chi si interroga su fino a che punto l'accentramento delle risorse nelle mani del governo locale darà i frutti sperati ribatte che, fino ad oggi, facendo leva sulla finanza pubblica, la città è sempre riuscita a ridistribuire benessere e lavoro. Un risultato certamente meritevole ma che, tuttavia, non ha contribuito a risolvere i problemi di crescita di lungo periodo. Lasciando sospettare che anche gli effetti di Victorian Jobs in the 21st century saranno tanto sbalorditivi quanto temporanei

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