Ape, se la pensione  la paga  (in parte) l'azienda
ANSA /CIRO FUSCO
Ape, se la pensione  la paga  (in parte) l'azienda
Economia

Ape, se la pensione la paga (in parte) l'azienda

Con la prossima riforma previdenziale, le imprese con esuberi di personale potranno mettere a riposo i dipendenti prima del previsto. Ecco come

In pensione prima del previsto, grazie anche all'aiuto dell'azienda. E' la possibilità che nel 2017 avranno i lavoratori italiani con l'Ape, il nuovo anticipo pensionistico che verrà introdotto con la riforma previdenziale del governo Renzi. Per mettersi a riposo prima (come sa bene chi ha seguito il dibattito sulla riforma) bisognerà però sottoscrivere un prestito con una banca o una finanziaria (seppur indirettamente attraverso l'Inps). Se però il lavoratore è alle dipendenze di un'impresa che sta gestendo degli esuberi di personale, non è escluso che questo finanziamento (o almeno la contribuzione che manca al pensionamento) venga coperto in parte dalla stessa azienda. Ma ecco, di seguito, una panoramica sulle novità all'orizzonte.

A riposo prima

Come sa chi ha seguito il dibattito di politica economica delle ultime settimane, dal 2017 i lavoratori italiani potranno andare in pensione dai 63 anni in poi e non più a 66 anni e 7 mesi, come previsto dalle regole contenute nella legge Fornero.

Leggi anche: Pensioni 2017, le modifiche in arrivo

Leggi anche: L'Ape, l'anticipo di pensione del governo Renzi

Assegni in prestito

Per i primi anni successivi al ritiro dal lavoro (prima dei 66 e 7 mesi) gli assegni pensionistici non verranno versati dallo Stato. A pagare sarà una banca o un istituto finanziario che erogheranno un prestito previdenziale al lavoratore, anticipandogli le pensioni che gli spettano inizialmente. Poi, il pensionato rimborserà gli anticipi ottenuti a rate, nell'arco di 20 anni, con una trattenuta sugli assegni futuri.

L'Ape aziendale

L'anticipo pensionistico potrà essere utilizzato anche dai dipendenti di aziende che devono gestire degli esuberi del personale. In questo caso, le modalità di ritiro dal lavoro tra 63 e 66 anni potranno essere definite in base ad accordi tra imprese e sindacati. Le aziende che aderiscono dovranno comunque versare i contributi che mancano al lavoratore per raggiungere l'età pensionabile di 66 anni e 7 mesi prevista dalla Legge Fornero. Poi non è escluso che, sempre in base a degli accordi sindacali, le aziende si prendano carico anche di una parte delle rate necessarie a rimborsare il prestito pensionistico per andare a riposo a 63 anni.

Sgravi fiscali

Il governo intende introdurre degli sgravi fiscali per quelle aziende che decideranno di sobbarcarsi almeno una parte dei costi dell'Ape. Lo ha annunciato il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, che però non ha ancora specificato come agiranno queste agevolazioni.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti