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Economia

Ammortizzatori sociali, cosa cambierà con la riforma di Renzi

La legge delega sul lavoro prevede di ridurre il perimetro della cassa integrazione e di creare un sussidio universale, allargato anche ai collaboratori

Un sussidio alla disoccupazione per chiunque abbia perso il posto, anche per i collaboratori assunti con un contratto flessibile (co.co.co e co.pro.). Potrebbe essere questa, ma il condizionale è d'obbligo, una delle maggiori novità portate in dote dal Jobs Act, la riforma del lavoro del governo Renzi. Va ricordato che si tratta di una legge-delega (in fase di approvazione al Senato e ancora da passare al vaglio della Camera) che fissa soltanto alcuni principi e indirizzi, i quali dovranno poi essere sviluppati con dei decreti attuativi, emanati nei prossimi mesi dal ministero del Lavoro.


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E' ancora presto, dunque, per tratte conclusioni affrettate sui dettagli della riforma. Il testo della legge-delega, tuttavia, indica già in quale direzione si muoverà l'esecutivo. Ecco, di seguito, i cambiamenti in arrivo.


Sussidio per tutti (o quasi)

L'obiettivo del governo è allargare il perimetro dell'Aspi (assicurazione sociale per l'impiego), cioè il sussidio alla disoccupazione creato due anni fa con la riforma Fornero. C'è l'intenzione di renderlo universale ed estenderlo a quelle categorie di dipendenti precari, come i collaboratori a progetto, che sono ancora esclusi da qualsiasi sostegno, in caso di perdita del lavoro.


Durata dell'indennità

La durata e l'importo dei sussidi alla disoccupazione saranno calibrati in base all'anzianità di carriera. Per i dipendenti con più anni di servizio alle spalle, è prevista l'estensione della durata massima dell'Aspi (che oggi non supera i 12-18 mesi).


Reddito minimo

Nei progetti del governo, c'è l'intenzione di introdurre una sorta di reddito minimo garantito, cioè un sostegno permanente per chi è senza lavoro e ha già usufruito di tutte le mensilità dell'Aspi.

Per quest'ultimo provvedimento, come per gli altri sopra ricordati, resta però da sciogliere il nodo delle coperture finanziarie. Per estendere gli ammortizzatori sociali, infatti, ci vogliono molti soldi e non è ancora chiaro dove verranno reperite le risorse.


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