Aiuti di stato: quando ci sono e quando no
Aiuti di stato: quando ci sono e quando no
Economia

Aiuti di stato: quando ci sono e quando no

Per British Airways, l'operazione Alitalia viola le norme europee sulla concorrenza. Ecco cosa prevedono

Il salvataggio di Alitalia è un aiuto di stato. Parola di Iag (International Airlines Group), la holding che controlla British Airways, la quale invita le autorità europee a intervenire, contro un'operazione lesiva dei principi della libera concorrenza, stabiliti dai trattati comunitari.

LE POSTE IN ALITALIA

La pietra dello scandalo, per il gruppo aereo britannico, è l'intervento in Alitalia delle Poste , che sono controllate al 100% dal ministero dell'Economia e che garantiranno una parte dell'aumento di capitale necessario a salvare la compagnia di bandiera. In altre parole, secondo i britannici, questa operazione non sarebbe altro che un escamotage studiato ad arte per consentire al governo di Roma di dare soldi a una compagnia in crisi come Alitalia, usando appunto il veicolo delle Poste.

LA CRISI DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA

Per adesso, ovviamente, le autorità di Bruxelles non si pronunciano poiché dovranno esaminare con attenzione il dossier Alitalia, appena arriveranno da Roma i documenti sulla ricapitalizzazione e sul salvataggio della società. Va ricordato, però, che le norme europee fissano soltanto dei principi di massima sulla concorrenza e contro gli aiuti di stato e non prendono in esame i casi specifici, come quello che oggi interessa la compagnia di bandiera italiana. Spetterà dunque agli organismi dell'Ue, ed eventualmente alla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, stabilire se il salvagente lanciato dalle Poste è legittimo o meno.

COSA DICONO I TRATTATI

In particolare, le regole che impediscono gli aiuti di stato sono contenute in alcune disposizioni del Trattato di Funzionamento dell'Unione Europea (Tfue) che all'articolo 107 stabilisce l'incompatibilità con le regole comunitarie delle agevolezioni pubbliche concesse alle aziende operanti in un regime di libero mercato. Con l'espressione “aiuto di stato” si intende un sostegno che viene concesso sotto qualsiasi forma e attraverso le risorse pubbliche a soggetti che svolgono un'attività economica, garantendo loro un vantaggio, in grado di incidere sugli scambi interni e di falsare o minacciare la concorrenza.

Gli aiuti di stato non sono vietati soltanto quando arrivano dal governo centrale ma anche dagli organismi di grado inferiore come le Regioni e i Comuni o da enti che beneficiano di finanziamenti pubblici. Non a caso, le autorità di Bruxelles hanno sanzionato alcuni aeroporti italiani (come quelli sardi di Alghero, Cagliari e Olbia) che ricevevano dei sostegni statali e poi li trasferivano in parte alle compagnie low cost, per attirarle nei propri scali.

LE SCORCIATOIE VIETATE

Oltre alle sovvenzioni pubbliche dirette o indirette, nella giurisprudenza europea vengono identificati come aiuti di stato anche altri interventi o scorciatoie. E' il caso delle regolazioni sui prezzi dei biglietti lesive della concorrenza, dell'acquisto o della vendita di beni e servizi concessi un'azienda a prezzi di favore, dell'assistenza logistica e commerciale a condizioni preferenziali da parte di una società pubblica a vantaggio di un'impresa che opera in regime di libero mercato. Infine (ed è probabilmente qui il nocciolo della questione), viene considerata un aiuto pubblico anche la partecipazione dello stato al capitale di un'azienda, a condizioni che non sarebbero mai accettate da un investitore privato. Bisognerà dunque da stabilire se l'ingresso in Alitalia del Ministero dell'Economia, tramite le Poste, è compatibile con quest'ultimo divieto.

IL FUTURO DI ALITALIA

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