Agenda Digitale: ultima speranza per l'Azienda Italia
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Agenda Digitale: ultima speranza per l'Azienda Italia

Puntare sulle nuove tecnologie è uno dei modi più semplici per tornare a crescere, come emerge da un convegno di Ibm e Università Cattolica

“ In Francia, il primo piano nazionale dell'informatica risale addirittura al 1982. Nel nostro paese, invece, a quasi due anni dall'approvazione dell'Agenda Digitale, non abbiamo ancora visto i decreti attuativi, che consentano di passare realmente ai fatti”. Parola di Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia che, durante un recente convegno organizzato dalla sua società con l'Università Cattolica, lo ha detto chiaro e tondo: le nazioni che sono cresciute di più economicamente, negli ultimi dieci anni, sono proprio quelle che hanno puntato maggiormente sulle tecnologie digitali.

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Bastano pochi dati per capire quanto il nostro paese sia in ritardo su questo fronte: oggi, la pubblica amministrazione italiana destina agli investimenti nell'information e communication technology, appena lo 0,4% della propria spesa, contro il 2,1% degli Stati Uniti, l'1,7% della Gran Bretagna e lo 0,8% della Germania. Eppure, con un minimo sforzo, gli enti locali e statali di tutta la Penisola potrebbero portare sul web decine e decine di servizi, snellendo la burocrazia in brevissimo tempo.

COSA PENSANO I TOP MANAGER

Non è solo la pubblica amministrazione, però, a essere chiamata all'appuntamento con la rivoluzione digitale. Anche per le aziende, si aprono nuove sfide. Secondo l'ultima edizione dell'Ibm Global C-Suite Study, realizzato ogni anno intervistando migliaia di top manager e imprese in tutto il mondo, la tecnologia viene considerata oggi il primo fattore capace di influenzare in futuro la vita e il destino delle aziende, molto più della globalizzazione e della congiuntura macroeconomica. Soltanto nel 2008, cioè prima della crisi internazionale, la stessa tecnologia era al terzo posto e veniva considerata un elemento meno importante rispetto all'andamento del mercato o alle competenze dei dipendenti.

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