Acquisto casa, occhio agli errori dei notai che ci costano caro
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Acquisto casa, occhio agli errori dei notai che ci costano caro
Economia

Acquisto casa, occhio agli errori dei notai che ci costano caro

Una sentenza della Cassazione ha stabilito che, seppur in buona fede, le irregolarità derivanti da consigli notarili vengono comunque punite

Se in un prossimo futuro dovesse capitarvi di acquistare una casa, fate sempre molta attenzione a quello che potrà consigliarvi il notaio. Se infatti finora questa circostanza era legata alla possibilità di ottenere le indicazioni più corrette per concludere un contratto, d’ora in poi invece ci potrà essere anche la malaugurata evenienza di incorrere in sgradite sorprese. Una sentenza della Cassazione emessa in questi giorni, per l’esattezza la nr. 20058, ha infatti stabilito che davanti al fisco che condanna al pagamento di multe e sanzioni, non si può in nessun modo addurre la scusante che, il comportamento tenuto, era stato giudicato opportuno da un notaio. Tutto nasce dalla vicenda di un contribuente che in pratica aveva chiesto e ottenuto, su preciso consiglio appunto di un notaio, dei benefici fiscali nell’acquisto di un’abitazione.

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Ebbene, la Commissione tributaria regionale che ha esaminato il caso in questione è stata di avviso contrario, ritenendo che il suddetto beneficio non fosse regolare. Risultato: il contribuente è stato condannato a rimborsare il dovuto e in più gli sono state anche comminate una serie di sanzioni. Un trattamento che ovviamente il soggetto in questione non ha gradito, e ha pretendendo che la vicenda si risolvesse in via definitiva di fronte alla Cassazione. Quest’ultima però, come preannunciato, gli ha dato torto. Secondo i supremi giudici infatti, solo le indicazioni provenienti direttamente dall’amministrazione finanziaria, cioè in sostanza dal fisco, possono essere addotte come giustificazione ad un dato comportamento. Per il resto, anche il consiglio di un notaio è soggetto ad essere disatteso nel caso risulti non corretto secondo le norme vigenti. E a nulla vale anche la cosiddetta buona fede del contribuente, che nel caso specifico tra l’altro è stata anche negata.

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Dunque, occhi aperti quando si tratterà di decidere se optare o meno per determinate agevolazioni fiscali nell’acquisto di un immobile, perché anche il consiglio di un notaio potrà rivelarsi fallace, con tutte le conseguenze negative in termini economici sopra menzionate. Alla fine resta però un dubbio: una volta si diceva che andare dal notaio garantiva proprio la massima correttezza e regolarità nella stipula di un qualsiasi contratto, e d’altronde la nostra legislazione impone che determinati contratti si chiudano proprio davanti ad un notaio. Ma se ora la correttezza del notaio stesso, anche se espressa in buona fede, può essere messa in dubbio, ci si chiede quale sia la necessità di continuare a stipulare determinati contratti con questa formula? Chissà se il caso in questione non serva proprio per riaccendere una discussione che in altri Paesi è stata superata semplicemente con l’abolizione di una categoria, quella dei notai appunto, la cui funzione a tanti rimane oscura, e che dopo questa sentenza della Cassazione appare ancora più discutibile. Staremo a vedere. 

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