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Economia

Imu e Tasi: le sanzioni per chi paga in ritardo

Entro un anno dal mancato pagamento si può usufruire del ravvedimento operoso, nelle sue varie forme, poi scattano multe salate

Tempo di Tasi e di Imu, ma comunque ancora tempo di crisi. E così in tanti potrebbero non essere nelle condizioni finanziarie ideali per rispettare la scadenza fissata per il 18 dicembre per il pagamento del saldo delle due imposte sulla casa. Ci potrebbe poi essere il caso di chi voglia volontariamente posticipare il versamento, consapevole dei rischi a cui si va incontro. Vediamo allora nel dettaglio quali sono le sanzioni previste dalla legge per il ritardato pagamento di Imu e Tasi e come esse scattano nel corso delle settimane e dei mesi successivi al 18 dicembre.

1 - Ravvedimento operoso

Come per le altre imposte, anche nel caso di Imu e Tasi, per ritardi fino a massimo un anno ci si può avvalere del cosiddetto ravvedimento operoso. Ossia una sanzione ridotta a fronte però di un pagamento tempestivo del dovuto. Vediamo come si articola questo iter fiscale, ricordando che ne possono usufruire solo i contribuenti per i quali non sia già scattato, per l’imposta non ancora versata, accertamenti o ispezioni relative. Come vedremo, a seconda dei giorni, settimane o mesi di ritardo, scatteranno sanzioni diverse e dunque esborsi diversi.

2 - Ravvedimento sprint

Il pagamento deve avvenire entro 14 giorni dal momento previsto per la scadenza dei tributi. In questo caso ci saranno da pagare in aggiunta gli interessi giornalieri calcolati in base al tasso annuale, che però in alcuni casi può anche essere maggiorato dal proprio Comune di residenza, e le sanzioni, fissate nella misura dello 0,2%, sempre giornaliero, sull’importo dovuto.

3 - Ravvedimento breve

Scatta tra il 15° e il 30° giorno dopo la scadenza del termine. Per questi casi, fermi restando gli interessi giornalieri, la sanzione è pari al 3% dell’importo da versare.

4 - Ravvedimento medio

In questo caso il ritardo del pagamento è ammesso tra i 30 e i 90 giorni, nei quali sono previste le seguenti maggiorazioni: sempre gli interessi giornalieri calcolati in base al tasso annuale e una sanzione pari a 3,33% del dovuto.

5 - Ravvedimento lungo

L’ultima opzione contempla il caso di un ritardo di versamento tra i 90 giorni e massimo un anno dalla data di scadenza, ossia entro e non oltre il prossimo 18 dicembre 2018. In questo caso è prevista una sanzione fissa del 3,75% sul dovuto, in aggiunta ai soliti interessi giornalieri.

6 - Oltre un anno

Passato l’anno di ritardo si esauriscono le possibilità di mettersi in regola in maniera soft. Dal 19 dicembre 2018 infatti, chi non avesse ancora provveduto a pagare il saldo di Tasi e Imu di quest’anno, si vedrà infliggere una sanzione del 30% e con ogni probabilità si vedrà recapitare una cartella esattoriale dall'ufficio Riscossione dell'Agenzia delle entrate che dal primo luglio scorso ha sostituito Equitalia recentemente abolita.

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