8 ragioni per mettersi in proprio
iStock
8 ragioni per mettersi in proprio
Economia

8 ragioni per mettersi in proprio

Come e perché è ora di riflettere sul lavoro e cominciare a invertire la rotta

Qualche premessa

Il mondo sta cambiando, i posti di lavoro scompaiono, le industrie vengono rivoluzionate e il concetto di sicurezza non esiste più. James Altucher, imprenditore, autore e investitore, sfata il mito del posto fisso e spiega, rilanciato da Business Insider, perché è arrivato il momento di adottare una nuova prospettiva e passare all'azione. 

1 – Un solo lavoro non basta

Secondo una ricerca firmata Irs, il milionario medio ha sette diverse fonti di reddito. La maggior parte delle persone, invece, ha un solo lavoro e, dunque, una sola fonte di reddito. La situazione appare ancora più precaria se a ciò si aggiunge che quasi il 50% dello stipendio se ne va in tasse. La conclusione, secondo Altucher, è che un impiego è un modo per ricevere abbastanza soldi per vivere se tutto va bene, ma non è sufficiente per prosperare.

2 – Il lavoro va considerato come un business

Se la vita di un dipendente fosse un business, un manager si accorgerebbe immediatamente che un'attività che catalizza 40 ore a settimana (senza contare il tempo trascorso in viaggio) non è redditizia e cercherebbe immediatamente di differenziare le operazioni.

3 – Il posto fisso è destinato all'estinzione

Considerando la crescente automatizzazione, molti lavori scompariranno nei prossimi anni. Meglio, dunque, iniziare a pensarci per tempo e cominciare a immaginare nuove fonti di redditività.

4 – Il reddito medio continua a calare

Negli ultimi 25 anni, il reddito reale di persone fra i 18 e i 35 anni è passato da 36mila a 33mila dollari, il tutto mentre – osserva Altucher – il costo della vita ha continuato a crescere e i commentatori finanziari invitano i giovani a risparmiare. Il problema è che il lavoro dipendente è solo un mito: la rivoluzione industriale aveva bisogno di una società standardizzata in cui i lavoratori si presentavano a una certa ora, avevano la stessa istruzione, facevano lo stesso lavoro ed erano pagati una volta al mese. L’economia digitale sta spazzando via tutto ciò e la ricchezza si sta spostando dalle persone che fanno un lavoro a quelle che hanno le idee.

5 – La deflazione impatterà sul mercato del lavoro

Per decenni ci siamo preoccupati dell’incremento dei prezzi, ma adesso dobbiamo fare i conti con il fenomeno opposto. La buona notizia è che, con la deflazione, tutto costerà di meno, la cattiva notizia è che ci sarà anche meno bisogno di lavoratori perché la tecnologia semplifica le cose.

6 – Lo stipendio fisso è un ostacolo

Uno stipendio fisso non dà indicazioni sulla propria crescita professionale. Il compenso, invece, dovrebbe essere considerato un indicatore: se cala, vuole dire che le cose non stanno andando per il verso giusto. E’ seguendo questa logica che le persone fanno i soldi. Ma non è tutto. Perché lo stipendio fisso porta le persone a credere che stanno andando bene fino al giorno in cui riceveranno una lettera di licenziamento e dovranno fare i conti con la realtà.

7 – L'economia on demand sfrutta gli eccessi

L’economia si sta orientando allo sfruttamento di risorse extra. Per esempio: Airbn utilizza spazio extra, Uber i posti in auto e la tecnologia mette in contatto domanda e offerta. Da qui il suggerimento: individuare le eccedenze della propria vita e metterle a profitto. Potrebbe benissimo trattarsi che l'eccedenza sia capacità mentale, cioè idee.

8 – Le occasioni sono a portata di mano

Gratuiti, interessanti, numerosi e sempre nuovi: i corsi online non servono per cercare un nuovo lavoro, ma possono fornire idee per fonti alternative di reddito che potrebbero tradursi in un’avventura imprenditoriale.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti