Il voto palese su Berlusconi mette a rischio il governo
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Il voto palese su Berlusconi mette a rischio il governo

Il Cavaliere irritato con chi ha votato contro ma anche con gli "scissionisti". Maggioranza a rischio?

Si procede nei confronti di Silvio Berlusconi con una norma ad personam, meglio contra personam. Che viola il regolamento del Senato. C’erano state finora solo poche eccezioni, ma perché erano stati soprattutto gli stessi interessati a chiederlo. Voto palese volevano e voto palese sarà. Decadenza certa volevano e decadenza di Berlusconi da senatore a questo punto tutto ormai lascia pensare che sarà.

La stessa maggioranza fatta da Pd, Cinquestelle e Scelta Civica che aveva già espresso pollice verso nei confronti del Cav nella Giunta delle Elezioni, è tornata alla carica nella Giunta del Regolamento per la spallata finale. 

Volano le accuse  del Pdl anche nei confronti del presidente del Senato Pietro Grasso. Lo accusano di essere stato «il regista» dell’operazione. Certamente la seconda carica dello Stato ha accelerato i tempi come uno Speedy Gonzalez, che ha generato molti sospetti. Dai lealisti Pdl è un coro: ora via dal governo Letta. La più diretta è Elisabetta Alberti Casellati: "A questo punto è da masochisti restare al governo". E lo stesso Renato Schifani, capogruppo Pdl, che «per favorire l’unità» venerdì 25 ottobre non aveva partecipato all’ufficio di presidenza dove Berlusconi ha lanciato Forza Italia (con o senza Angelino Alfano e i ministri Pdl) dice seccamente: «Ci saranno conseguenze».

Non si sa ancora se il Pdl si ricompatterà sulla decisione, di fatto già annunciata da Berlusconi nelle anticipazioni del nuovo libro di Bruno Vespa, di staccare la spina. Ma la linea ora sembra proprio quella: Alfano o non Alfano. A costo di tornare all’opposizione e di lasciare il drappello di una ventina o forse meno di senatori scissionisti  al loro destino. Faranno da stampella al governo, ma essendo un esile gruppo, fatto, secondo i maligni da persone che temono di non non essere rielette, il loro non appare sin da ora un radioso futuro. Così come quello del governo Letta, costretto a pietire ogni volta il voto di gente tosta e spregiudicata come l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni. O degli stessi montani che con Linda Lanzillotta sono stati decisivi per il voto palese. Sono tutti personaggi navigati che ora alzeranno la posta con Enrico Letta e lo stesso Angelino Alfano se non mollerà le due poltrone di vicepremier e ministro dell’Interno.

Quanto al ruolo avuto da Grasso, ora il pensiero dei maligni va a quello giocato dal capo dello Stato, avendo l’ex Procuratore nazionale antimafia  buoni rapporti con lui. È vero che Grasso fu giudicato nei dintorni del Colle un «pre-politico»: non fece affatto piacere, si narra, a Giorgio Napolitano  che la Seconda carica dello Stato, fresco di nomina, sia andato a un confronto in Tv con Marco Travaglio. Ma ora, il Pdl e Berlusconi, si chiedono se invece al Colle abbia fatto invece piacere la corsa di Grasso stile Speedy Gonzalez verso il voto palese. Attenti osservatori sostengono che in questo modo chi si vuole sbarazzare da Berlusconi abbia comunque raggiunto due obiettivi: o quello di imporre (anche se appare non facilissimo) ad Alfano di divorziare dal Cav e far sopravvivere le larghe intese; oppure se questo primario obiettivo non riesce e sarà crisi, Grasso potrebbe essere il premier incaricato per una nuova maggioranza che faccia almeno la riforma della legge elettorale per poi tornare al voto, con il Cav però intanto già decaduto. A giudicare dalla maggioranza che ha deciso di procedere con una norma contra personam nei confronti del tre volte presidente del Consiglio e leader di 10 milioni di italiani, tanti auguri a questa eventuale nuova maggioranza.

Solo alle 18 arriva la nota di Angelino Alfano ("La decisione di Sc e Pd di sostenere il voto palese col M5S e' la violazione del principio di civilta' che regola, da decenni, il voto sulle singole persone e i loro diritti soggettivi. E ora, innanzitutto in sede parlamentare, li' dove si e' consumato il sopruso, sara' battaglia per ripristinare il diritto alla democrazia") che però lealisti come Renata Polverini definiscono "una pessima difesa d'ufficio".

Pungente l'altro lealista di calibro, l'ex ministro Saverio Romano: "Alla fine vedrete che lasceremo andare verso il proprio destino la scialuppa dei profughi". Alfano stasera andrà da Berlusconi? "Io non so se lo riceverà, perché già oggi all'ora di pranzo ha disdetto l'incontro con lui e gli altri ministri"

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