Quanta falsa retorica nel dire che New York diventa di sinistra
Quanta falsa retorica nel dire che New York diventa di sinistra
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Quanta falsa retorica nel dire che New York diventa di sinistra

Finita la campagna elettorale, al nuovo sindaco tocca governare. E dovrà passare dagli slogan ai fatti, com’è capitato a quasi tutti i suoi predecessori, conservatori o progressisti.

Bill de Blasio, neoeletto sindaco di New York, promette di combattere le disuguaglianze economiche imponendo nuove tasse ai ricchi. Ma vuole anche fermare gli eccessi di una polizia che tutto controlla e domina, mettere un freno allo strapotere di Wall Street, aprire una nuova fase di conquiste sindacali e protezioni sociali in una città dove l’1 per cento dei più abbienti detiene il 40 per cento della ricchezza... Possibile?

In campagna elettorale ha intercettato il malcontento esibendo parole d’ordine a metà fra quelle di Occupy Wall Street e di «The Rent is Too Damn High», partito ultrapopulista dell’istrionico Jimmy McMillan, che da 20 anni gira per New York urlando che gli affitti sono dannatamente troppo alti. Una volta insediato, a gennaio, de Blasio dovrà riuscire a tradurre le parole d’ordine di sinistra in un programma di governo credibile. Operazione non facile, in una città dove i propositi estremi dei sindaci, tanto di sinistra quanto di destra, sono stati spesso e volentieri smontati dalla realtà. Dando origine a lampanti contraddizioni sui temi più scottanti, come gli esempi qui di seguito.

Povertà
Robert Wagner, democratico: 1954-1965

Il sindaco democratico Robert Wagner fu il primo a introdurre importanti riforme per combattere la povertà e sanare le profonde fratture sociali della città. Ma è stato anche il sindaco che ha guidato la campagna di repressione degli omosessuali a suon di retate e arresti. Altrettanto paradossale è che a ispirare il nuovo piano di de Blasio per ridurre la povertà sia stato proprio il sindaco uscente, Michael Bloomberg, uomo da 31 miliardi di dollari e simbolo del capitalismo. Michael Katz, storico della University of Pennsylvania, spiega che «Bloomberg ha investito sulla lotta alla povertà unendo gli strumenti pubblici a quelli privati, quando la città ne aveva più bisogno». Se i poveri a New York risultano aumentati, è anche perché la commissione antipovertà di Bloomberg ha alzato la soglia di reddito oltre la quale il governo considera i cittadini indigenti.

Lavoro
John Lindsay, demo-repubblicano: 1966-1973

Nel suo primo giorno da sindaco, nel 1966, il repubblicano John Lindsay venne accolto con uno sciopero totale dei mezzi di trasporto che bloccò la città. Andò in ufficio a piedi, un percorso di 6 chilometri, per dimostrare la sua superiorità sull’agitazione, ma nel tempo dovette poi scendere a patti con i rappresentanti sindacali. Le continue proteste della fine degli anni Sessanta costrinsero Lindsay, che prometteva di governare a destra, a diventare il campione di cause tradizionalmente di sinistra, tanto che nel 1971 abbandonò il Partito repubblicano per entrare nelle file dei democratici. Nella città che de Blasio ha in mente, la protezione dei lavoratori è un punto chiave: promette di portare il salario minimo per i dipendenti pubblici a 11,75 dollari l’ora e vuole fare di New York la prima delle grandi metropoli Usa a concedere 12 settimane di congedo retribuito per la maternita

Casa
Ed Koch, democratico: 1978-1989

L’ambizioso progetto edilizio di Ed Koch, sindaco democratico, era la costruzione di 200 mila nuove case popolari. Il suo sogno si interruppe a quota 180 mila. Fu sufficiente però per cambiare radicalmente rotta rispetto al suo predecessore, Abraham Beame, che prescriveva di lasciare al loro triste destino i quartieri più difficili, come l’area sud del Bronx. Koch contestò radicalmente la teoria del fallimento arbitrario e pianificato delle aree che i suoi predecessori giudicavano irrecuperabili. Fu lo storico sindaco democratico, dunque, a gettare le basi delle grandi bonifiche urbane degli ultimi decenni. De Blasio non si accontenta di eguagliare le promesse dell’illustre predecessore scomparso a febbraio di quest’anno, ma ambisce a un sorpasso a sinistra: 200 mila abitazioni convenzionate, finanziate tramite i fondi pensione dei newyorchesi e un nuovo progetto per controllare il mercato degli affitti.

Tasse
David Dinkins, democratico: 1990-1993

Il democratico David Dinkins, unico sindaco di colore di New York, tentò di risolvere la profonda crisi fiscale, aumentando le tasse sul reddito. Ma la riforma finì per aggravare la situazione di una città che faticava ad attrarre nuove imprese. Proprio un «contrattempo» fiscale aveva rischiato di chiudere anzitempo la carriera di Dinkins: prima di essere eletto, per tre anni non aveva presentato per intero la dichiarazione dei redditi. Quando uscì sui giornali, passò in un attimo «from sugar to shit» (dallo zucchero alla merda). Oggi i newyorkesi che guadagnano oltre 500 mila dollari l’anno versano circa il 50 per cento delle entrate al fisco fra tasse statali, federali e municipali. Le tasse sul reddito sono poco sotto il 4 per cento, de Blasio propone di alzarle di mezzo punto, secondo lo schema adottato da David Dinkins.

Sicurezza
Rudolph Giuliani, repubblicano: 1994-2001

Il sindaco che più ha legato il proprio nome alla sicurezza è Rudolph Giuliani, che con la celebre tolleranza zero ha fatto diminuire il crimine a New York. I crimini violenti sono diminuiti del 56 per cento, il tasso di omicidi è calato di due terzi. Giuliani ha applicato la teoria delle «finestre rotte»: un palazzo con una finestra rotta attira i vandali, che rompono tutte le altre. Il segreto è riparare subito la prima finestra. Pochi sanno però che era stato il democratico Dinkins a incrementare in modo massiccio i poliziotti in città. Le tensioni razziali dei primi anni Novanta avevano però costretto Giuliani a cambiare rotta. Sotto di lui, il dipartimento di polizia di New York si era ingrandito del 25 per cento. Ora de Blasio vuole invertire la tendenza. Il primo a essere sollevato dall’incarico sarà il capo del dipartimento, Ray Kelly, che dal 2002 guida la polizia e ha esteso il ricorso alle contestate perquisizioni a tappeto, tacciate di incostituzionalità.

Scuole
Michael Bloomberg, repubblicano: 2002-2013

Nel corso dei suoi tre mandati, Michael Bloomberg ha investito molto sul risanamento di un sistema scolastico inefficiente e in perdita. Ha concesso oltre 200 nuove licenze per le charter school (scuole a gestione privata finanziate con fondi pubblici), che si sono diffuse soprattutto nei quartieri più poveri, e ha ingaggiato una lotta tenace con i sindacati degli insegnanti. Il progetto di governo di de Blasio prevede di ridurre finanziamenti e agevolazioni per le charter school e per gli istituti gestiti da privati e di sostenere solo le scuole pubbliche con un programma di risanamento centralizzato. I fondi ricavati dall’aumento della pressione fiscale sui ricchi saranno invece usati per finanziare un programma pubblico di scuole per l’infanzia. De Blasio sarà il primo sindaco nella storia di New York a mandare i figli, Dante e Chiara, alla scuola pubblica: scelta ad alto valore simbolico che mostra una delle radicali differenze rispetto all’amministrazione che lo ha preceduto.

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