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Dal Mondo

Trump e la libertà religiosa

Il Presidente Usa è accusato di ogni tipo di errore, ma per la famiglia, la vita, la libertà di culto ha fatto tanto, forse come nessuno prima

Donald Trump può anche essere antipatico. Molte delle sue azioni politiche possono essere discutibili. Può aver commesso errori inenarrabili. Non ci interessa in questa sede esprimere un giudizio su di lui. Dobbiamo però, per amor di verità, prendere atto di alcune scelte dell'amministrazione Usa che sono oggettivamente prolife e quindi sono quanto meno controcorrente. Perché le abbia fatte, con quali secondi fini, non importa. Sono cose fatte. Quasi sempre nonostante il biasimo dei media politicamente corretti, che non esitano a ricorrere alla censura e alla distorsione della verità, come è nel loro stile: ne hanno dato prova quando il Presidente con la moglie - cattolica - si è recato a pregare nelle chiese distrutte durante le rivolte di questi ultimi giorni. Cose che Trump ha fatto e continua a fare, anche con l'opposizione dei neo-con, del Partito Democratico, e dei Governatori e dei giudici "liberal", che cercano sistematicamente di disfarle.

È stato il primo presidente americano a parlare di persona alla March for Life. Grazie a lui, a Planned Parenthood in più occasioni sono stati tagliati i finanziamenti pubblici. Grazie a lui è stata promossa la tutela del diritto all'obiezione di coscienza per medici e infermieri. In sede Onu è stato detto e ribadito in più occasioni che non esiste un "diritto" all'aborto, e il sistema sanitario pubblico (Obamacare) è stato messo in condizione di non essere costretto a pagare gli aborti. Trump ha nominato più di 200 giudici federali prolife, inclusi due alla Corte Suprema, e ha vietato l'erogazione di pubblici finanziamenti a chi fa ricerca ed esperimenti con gli embrioni. Per approfondire i dettagli di quanto fin qui elencato, si può consultare l'associazione cattolica Priests for Life, di padre Frank Pavone.

Da ultimo, il 2 giugno, Trump ha emanato un ordine esecutivo internazionale per la difesa della libertà religiosa (e i media mainstream hanno ovviamente ignorato la cosa). "Advancing International Religious Freedom" inizia così: «La libertà religiosa, la prima libertà americana, è un imperativo morale e di sicurezza nazionale. La libertà religiosa per tutte le persone in tutto il mondo è una priorità della politica estera degli Stati Uniti e gli Stati Uniti rispetteranno e promuoveranno con forza questa libertà [...]. I nostri Fondatori hanno inteso la libertà religiosa non come una creazione dello Stato, ma come un dono di Dio per ogni persona e un diritto che è fondamentale per il fiorire della nostra società».

Insomma, l'ordinanza riconosce la legge naturale, preesistente allo Stato, e i diritti naturali da essa protetti, tra cui, in primis, il diritto alla libertà religiosa.

Poi, dal punto di vista pratico seguono una serie di azioni concrete: gli Stati Uniti si impegnano a essere costantemente informati sulla libertà religiosa a livello internazionale, stanzia un budget di almeno 50 milioni di dollari l'anno, e tutti i dipendenti federali di stanza all'estero devono riferire se i Paesi in cui risiedono pongono in essere politiche discriminatorie in materia. Gli Stati che commettono violazioni sistematiche, continue e gravi della libertà religiosa perderanno gli aiuti dagli Usa e l'accesso ai visti, mentre gli individui e i gruppi perseguitati riceveranno assistenza. I funzionari governativi che pongono in essere atti persecutori - come i funzionari comunisti cinesi che demoliscono chiese, imprigionano milioni di credenti e riscrivono la Bibbia - incorreranno nelle sanzioni della legge Magnitsky (una legge bipartisan approvata ai tempi di Obama per "punire" i Russi) e subiranno il sequestro delle loro proprietà in Usa. Inoltre, l'ordinanza in questione impegna gli Stati Uniti a tutelare la sicurezza dei luoghi di culto, degli spazi pubblici di tutte le fedi e a proteggere e preservare il patrimonio culturale delle comunità religiose.

Alla luce di tutto questo, ci chiediamo: nel malaugurato caso che la proposta Zan - Scalfarotto contro l'omo-transfobia diventi legge, ai medici, agli psicologi, ai sacerdoti, alle associazioni pro vita e famiglia, non resterà altro che chiedere asilo politico negli Stati Uniti?

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