Cronaca

Yara, il furgone di Bossetti attorno alla palestra, un testimone conferma

Svolta nelle indagini: le telecamere dimostrano che il muratore quella sera gironzolava accanto alla palestra, come già aveva riferito un uomo nel 2010

bossetti

Carmelo Abbate

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Il primo a parlare di un furgone bianco che si aggirava davanti alla palestra è stato un testimone, sentito per la prima volta nel dicembre 2010, pochi giorni dopo la comparsa di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra scomparsa il 26 novembre e ritrovata morta tre mesi dopo nel campo di Chignolo d’Isola. “Ho visto un cassonato bianco arrivare a tutta velocità in fondo a via Locatelli per poi sfrecciare in via Morlotti”. I carabinieri chiedono l'ora esatta. “Più o meno tra le 18,40 e 18,45”. Il momento esatto in cui Yara esce dalla palestra per tornare a casa. Il testimone viene risentito più volte in quel periodo, nel quale le indagini si indirizzano alla ricerca del famoso furgone bianco.

Dopo l’arresto di Bossetti, che viene inchiodato dalla prova del dna trovato all’altezza degli slip di Yara, gli inquirenti sequestrano sia la sua auto sia il cassonato bianco. E subito bussano alla porta del testimone, al quale mostrano le immagini dell’automezzo di Bossetti. Ma ci vuole qualcosa in più, una prova oggettiva, che non soltanto confermi la versione dell’uomo, ma che sconfessi anche quella del muratore di Mapello, il quale racconta di essere passato quella sera da via Locatelli come sempre di ritorno dal lavoro per andare verso casa. Ora però le immagini delle telecamere posizionate in giro per il paese immortalano e raccontano un’altra verità: quella sera Bossetti andava avanti e indietro e gironzolava, per almeno un'ora, attorno alla palestra a bordo del suo furgone bianco cassonato, che esce da ogni inquadratura subito dopo l’arrivo in strada di Yara Gambirasio.

Una svolta importante per le indagini e una tegola che si abbatte sulla testa dell’uomo di 44 anni con tre figli detenuto nel carcere di Bergamo. Ricordiamo infatti che la palestra è situata all’incrocio tra via Locatellie via Morlotti, la quale, percorsa fino in fondo, conduce di fatto all'uscita dal paese in direzione del famoso cantiere dove si erano fermate le tracce fiutate dai cani molecolari.

I fotogrammi dell'Iveco Daily, analizzati dal Racic dei carabineri, sono stati sottoposti all’attenzione di ingegneri della stessa Iveco, e sono risultati decisivi grazie a un catarifrangente non di serie montato sulla parte posteriore.

 

 

 

  

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