Redazione

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In principio era la piazza il luogo in cui i politici si giocavano la conquista degli elettori. Poi la piazza si è allargata e quei comizi, con la tv, sono entrati in tutte le case. Ma non bastava, e per esprimere il proprio punto di vista, i politici hanno iniziato a usare i social network, questa volta alla ricerca della conquista del mondo.

Gli esempi potrebbero essere numerosi, ma c'è qualcuno che più di altri ha fatto i compiti, in modo diligente, come uno scolaro attento a quello che il "maestro della Rete" gli ha insegnato. Il sindaco di Roma Virginia Raggi che utilizza i social in modo semplice, fresco, giovane. Come una brava capoclasse. Peccato che l'Italia non sia una scuola o non una palestra dove fare allenamento e che Virginia Raggi sia stata chiamata a governare la Capitale.

E il video-selfie postato sul suo profilo Facebook, al termine della "sofferta" riunione notturna in cui comunica di aver accettato le dimissioni dell'assessore all'Ambiante Paola Muraro, è una prova.

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Questo è quello che si vede. La sindaca in primo piano, la maggioranza Pentastella sullo sfondo. In una composta afflizione la Raggi parla dell'abbandono della "compagna" Muraro prima della fine dell'anno come potrebbe fare un portavoce. Un portavoce, sì, ma della classe. Bizzarra la disposizione dei consiglieri comunali seduti alle sue spalle, tutti con le mani incrociate appoggiate al tavolo (o alla cattedra) che, insieme a lei, guardano fisso verso l'obiettivo della videocamera.


Quest'estate la sindaca sosteneva l'assessore Muraro e in video diceva di voler fare chiarezza. Chiarezza arrivata con le dimissioni, dopo molti mesi.

Sei mesi fa invece, sempre su Facebook, la neo eletta Raggi faceva entrare i cittadini in Campidoglio. Lei è emozionata e la voce le sale di mezzo tono (più del solito): "Vi faccio vedere la stanza del sindaco. Anzi, della sindaca. Come dice l'Accademia della Crusca", dice alla camera che la riprende mostrando, come fosse il primo giorno di scuola, il panorama che si gode dalla quella finestra.

A ottobre, per il sindaco Roma è vittima di un complotto dei frigoriferi (tanto che qualcuno ribattezza la vicenda Frigogate). Scoppia l'ironia sui social per una frase della Raggi (intervistata da Repubblica) sull'emergenza rifiuti nella capitale: "È un pò strano, ci sono frigoriferi che invece di essere portati all'isola ecologica vengono buttati vicino ai cassonetti e non è mica un lavoro semplice portarli lì, non so neanche come facciano, però il frigorifero è già tutto sfondato e graffiato. Mi sembra strano".

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E nel giro di poche ore l'hashtag #frigoriferi diventa trendtopic di Twitter. E lei risponde su Facebook postando un video dal titolo "SpazzaTour" dove insieme all'ex assessore all'Ambiente Muraro, se ne va in giro la sera e alle prime ore della mattina, pattugliando le strade, guardando nei sacchi dell'immondizia lasciati incustoditi, chiedendo spiegazioni alle divise della polizia e della pulizia urbana.

"Buonasera a tutti inizierò con una citazione, forse non tutti la conoscono" ironizza la Raggi, da prima della classe. "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. È l'articolo 21 della Costituzione, questo non può essere abrogato" prosegue pochi giorni prima del Referendum Costituzionale parlando ai consiglieri e additandone uno del Pd che l'accusa di postare suoi video-dichiarazioni su canali non istituzionali.

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