Cronaca

Veronica in preghiera sulla tomba di Loris. Qualcuno fermi tutto ciò

Il giudice ha autorizzato la donna a fare visita al figlio al cimitero. Ma la notizia è trapelata, e rischia di diventare un pastrocchio mediatico

Bimbo morto: genitori sul luogo ritrovamento

In un fermo immagine i genitori di Loris Stival durante un sopralluogo in Contrada Mulino Vecchio di Santa Croce Camerina (Ragusa) dove è stato trovato morto il loro figlio di 8 anni, 30 novembre 2014. ANSA

Poteva essere una buona notizia, invece rischia di diventare l’ennesima mancanza di rispetto per la dignità di una donna, pur accusata di aver ammazzata il proprio figlio, i cui diritti sono stati calpestati in tutti i modi possibili e immaginabili in questi lunghi mesi.

Veronica Panarello ha ottenuto il permesso dal giudice per le indagini preliminari di Ragusa, dopo il parere favorevole della procura, per andare a pregare sulla tomba del figlio Loris, che riposa nel cimitero di Santa Croce Camerina.

 

La giovane mamma lascerà finalmente il carcere per alcune ore, sotto stretta sorveglianza della polizia penitenziaria e della polizia di stato. La visita si terrà domani pomeriggio, venerdì 7 agosto. Le autorità informano che il camposanto sarà chiuso al pubblico e che la donna non potrà parlare con nessuno.

Manca soltanto l’indicazione dell’ora, la composizione del corteo, la descrizione dell’abbigliamento di Veronica, e il boccone prelibato è servito. Su piatto d’argento. Non è difficile immaginare quanti, tra fotografi e giornalisti, veri e improvvisati, si stanno sfregando le mani in questo momento. Vuoi mettere una bella immagine o un video della donna che piange davanti alla tomba del figlio?

Ci si chiede quale sia il senso di tutto ciò. Nel corso di questi otto mesi abbiamo scaricato su questa mamma oscenità di ogni tipo, come l’ingresso in carcere tra la folla che urla la parola assassina, l’impossibilità di partecipare al funerale del figlio e la sua corona di fiori lasciata per terra fuori dalla chiesa, il divieto assoluto di vedere l’altro figlio più piccolo, l’interrogatorio senza l’assistenza del suo avvocato.

Poi finalmente arriva il momento in cui la giustizia italiana poteva, doveva, e forse voleva, mostrare la sua umanità, ed ecco che tutto rischia di trasformarsi in un pastrocchio mediatico. Chissà, magari seguiremo questo evento in diretta televisiva.

Sarebbe stato giusto leggere la notizia a fatti avvenuti. A questo punto, meglio rinviare tutto a data (segreta) da destinarsi.


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