Nadia Francalacci

-

“La situazione è nettamente migliorata ma non ha trovato ancora una soluzione definitiva. I migranti ci sono ancora sia sugli scogli sia nei pressi della stazione ferroviaria di Ventimiglia”. A tracciare un bilancio sulla situazione dei migranti al confine tra l’Italia e la Francia, a un mese di distanza dalle proteste sugli scogli dei Balzi rossi, è Fiammetta Cogliolo, addetta stampa della Croce Rossa Italiana della Liguria.

Immigrazione, emergenza umanitaria a Calais. Le foto

“Non ci sono disordini e neppure disagi- spiega a Panorama.it – i migranti che avevano invaso la stazione all’inizio di giugno sono stati tutti accompagnati in un Centro di accoglienza cosiddetto di “transito” dove dormono, mangiano e hanno tutta l’assistenza medica di cui hanno bisogno”

Quanti sono ad oggi i migranti ospiti del Centro di accoglienza?
Sono 200. Per ognuno di loro la Croce Rossa Italiana ha disposto un letto e una coperta. Abbiamo deciso di dividerli in base ai nuclei familiari e quindi è stata disposta una divisione tra madri con figli o donne incinta dagli altri migranti di sesso maschile che sono stati alloggiati nell’area del dopolavoro ferroviario.

Che cosa è cambiato, in termini di assistenza, dai giorni dell’emergenza?
Non è cambiato assolutamente niente. La Croce Rossa Italiana, fin dal primo giorno, si sta occupando dei migranti sia sotto il profilo assistenziale che sanitario. All’interno del centro abbiamo allestito delle cucine e provvediamo a cucinare per ciascun migrante sia questo di religione cristiana che musulmana, rispettandone i tempi e le usanze. Così come dal primo giorno, continuiamo anche l’assistenza sanitaria. All’interno del centro di accoglienza abbiamo un’ambulanza h24 e un presidio medico. Stessa cosa anche nei pressi della stazione, dove ancora arrivano alcuni migranti. La Cri ha messo a disposizione tutti i giorni della settimana, un medico e diversi infermieri.

Quanti sono i volontari della Croce Rossa impegnati in questi giorni?
Siamo passati dagli 85 volontari dei primi giorni di giugno, all’apice dell’emergenza, ai 40 volontari che si occupano della sala operativa, delle cucine, dell’assistenza sanitaria e della distribuzione dei viveri.

C’è ancora la necessità di distribuire del cibo al di fuori del centro di accoglienza?
Sì, certo. Nonostante la situazione sia decisamente migliorata, abbiamo ancora molti migranti che stazionano sugli scogli e a loro distribuiamo ancora acqua, frutta e cibo in scatola, ad esempio, il tonno.

Ma oggi quanti sono?
Il numero oscilla tra i 50 e gli 80 migranti al giorno. C’è un gruppo che ha deciso di vivere in tenda in attesa che si possa aprire la frontiera. Altri, invece, stazionano qualche giorno e poi non li vediamo più.

Durante l’emergenza abbiamo assistito anche a gare di solidarietà da parte dei cittadini. Adesso che cosa sta succedendo?
Gli abitanti di Ventimiglia continuano ancora ad aiutarci e a portarci viveri e altri oggetti che possono essere utilizzati per una prima accoglienza. Stessa cosa anche da parte di cittadini francesi. Persino i bambini francesi continuano, ogni giorno, a varcare la frontiera accompagnati dai genitori per portare bambole o giocattoli e abiti ai figli dei migranti. È emozionante…

Ma dalla Francia arriva anche il cibo..
Sì, fin dal primo giorno dell’emergenza un gruppo di persone guidate dall’Imam di Nizza, varca la frontiera con cibi cotti e caldi che distribuiscono ai migranti che non hanno trovato posto nel centro o che hanno deciso di protestare sugli scogli. Servono cibi arabi cucinati secondo le tradizioni. Poi dopo aver distribuito il cibo fanno una preghiera e rientrano in Francia. Anche loro, continuano silenziosamente la loro attività di assistenza e solidarietà a queste persone che cercano disperatamente di varcare il confine e attraversare la Francia diretti nei paesi del Nord Europa.

Ci sono stati momenti di tensione all’interno del Centro o nel pressi della stazione in queste settimane?
No. I migranti che sono qui sono molto tranquilli e hanno mai dato vita a discussioni caratteriali o a contrasti di tipo religioso.

© Riproduzione Riservata

Commenti