VatiLeaks, il giorno della requisitoria

Nell'aula è il giorno dell'accusa. Francesca Immacolata Chaouqui arriva con il figlio. Le sentenze entro mercoledì

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Francesca Immacolata Chaoqui al suo arrivo in tribunale – Credits: Ansa

È iniziata, oggi alle 15.30, nell'aula del Tribunale vaticano, la fase finale del processo 'Vatileaks 2' sulla divulgazione dei documenti riservati della Santa Sede. La 18/ma udienza è stata dedicata alle requisitorie dei promotori di giustizia Gian Pietro Milano e Roberto Zannotti. Toccherà dopo ai difensori dei cinque imputati, tra cui il monsignor Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui e il loro ex collaboratore Nicola Maio, nonché i due giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori dei libri 'Via Crucis' e 'Avarizia'.

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Fittipaldi e Nuzzi - accusati di concorso nella diffusione di documenti riservati - rischiano da quattro a otto anni di reclusione, mentre per Vallejo, Chaouqui e Maio, che rispondono anche di associazione a delinquere e che facevano parte della Commissione Cosea sulle finanze vaticane, c'è il rischio di un'ulteriore aggiunta oscillante fra i tre e i sei anni di carcere.  

Francesca Chaouqui si è presentata in aula col figlio nato il 14 giugno. In mattinata ha twittato: «# Vatileaks mercoledì o giovedì mattina le sentenze. Sono sicura delle condanne per tutti...». Quanto al motivo per cui si è presentata col figlio ha spiegato: «Aver portato mio figlio con me in tribunale non è una provocazione, ho necessità di allattarlo ogni tre ore ma in ogni caso lui è il protagonista fin dal primo giorno di questa vicenda in quanto si è voluto agire contro una donna incinta». La sentenza è attesa per venerdì.

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