Vaticano: chi è il nuovo cardinale dei poveri

Consacrato nella basilica di San Pietro insieme ad altri 13 neo porporati, l'Elemosiniere pontificio, il giovane vescovo polacco Konrad Krajewski

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Papa Francesco saluta i cardinali nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze - 10 novembre 2015 – Credits: GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images

“Un grande dono per me assolutamente imprevisto, ma soprattutto una ulteriore responsabilità verso le persone più deboli e più fragili, quelle che vivono ai margini della città, i dimenticati, gli ultimi”. Confessione a cuore aperto alla vigilia della consacrazione del nuovo cardinale per poveri, senza fissa dimora e clochard di Roma e, in particolare, intorno al Vaticano.

Lo ha voluto papa Francesco elevando alla dignità cardinalizia il suo fido Elemosiniere pontificio, il giovane vescovo polacco Konrad Krajewski, insieme agli altri 13 neo porporati consacrati nella basilica di San Pietro il 28 giugno. Per la prima volta il Pontefice, in occasione della festa dei santi Pietro e Paolo (festeggiata il 29 giugno) benedice anche i 'pallii' per gli arcivescovi metropoliti. In totale 14 neo porpore, di cui 11 'elettori' in caso di Conclave e tre ultra-ottantenni, quindi senza diritto di voto, che proiettano il Sacro Collegio cardinalizio in una dimensione ancora più internazionale.

Chi sono i 14 neo porporati

"La loro provenienza – la spiegazione di papa Bergoglio durante il Concistoro del 20 maggio scorso - esprime l'universalità della Chiesa che continua ad annunciare l'amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra". A ricevere la 'berretta' e l'anello cardinalizio, oltre a monsignor Krajewski, Louis Raphael I Sako, patriarca caldeo di Baghdad; Luis Ladaria, gesuita, prefetto della Dottrina della fede; Angelo De Donatis, vicario di Roma; Giovanni Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato e ora nominato prefetto per le Cause dei santi; Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi (Pakistan); Antonio dos Santos Marto, vescovo di Leiria-Fatima (Portogallo);  Pedro Barreto, arcivescovo di Huancayo (Perù); Desiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina (Madagascar); Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell'Aquila; Thomas Aquinas Manyo, arcivescovo di Osaka. Gli "over 80" non elettori, sono invece Sergio Obeso Rivera, ex arcivescovo di Xalapa (Messico), Toribio Ticona Porco, ex prelato di Corocoro (Bolivia), e padre Aquilino Bocos Merino, spagnolo, ex superiore dei Claretiani.

Il papa più vicino ai poveri

Tra i neo porporati Krajewski è stata una vera e propria sorpresa. Il primo ad ammetterlo è proprio lui: “Non me lo aspettavo. Il mio primario impegno è l'aiuto ai poveri tra i più poveri, mai avrei immaginato una cosa del genere. Evidentemente il Santo Padre non ha pensato alla mia persona ma ai nostri fratelli che soffrono di più e ha voluto rafforzare la sua presenza in mezzo a loro tramite la mia modesta persona”, confida il neo porporato, che assicura “anche da cardinale continuerò a fare quello che ho sempre fatto per il bene di quanti, per cause impreviste, è costretto a vivere ai margini”. Fu papa Francesco, appena asceso al Soglio di Pietro, ad incaricare proprio Krajewski di occuparsi, da Elemosiniere pontificio, dei bisognosi che vivono giorno e notte lungo le strade intorno al Vaticano, ordinandogli fa “fare in modo che la cassa della Elemosineria sia sempre vuota perchè tutte le offerte che vi arrivano dal mondo intero devono essere subito utilizzate per aiutare i poveri. E fu così che nel giro di pochi mesi, sulla spinta del giovane monsignore polacco, sotto le colonne di Piazza S.Pietro è stato realizzato un ambulatorio medico, una barberia con servizio docce e cambio di biancheria e vestiti, servizi per la cura della persona attivati gratuitamente da medici, infermieri, barbieri, sarti che a turno si prendono cura dei poveri del papa. “Continuerò a fare le cose di prima, anzi, dalla nomina cardinalizia – assicura Krajewski - mi sentirò ancora più spinto a stare vicino ai nostri fratelli meno fortunati”, giorno e notte.

Una Chiesa ancora più in uscita

Il nuovo Sacro Collegio avrà 226 membri, di cui 125 votanti in Conclave e 101 ultra-ottantenni: il gruppo degli italiani, in tutto 44, è sempre quello più numeroso, equamente diviso tra 22 elettori e 22 "over-80". Non poche le novità e le situazioni particolari. Come quella della porpora al sostituto della Segreteria di Stato: ma Becciu è già destinato a sostituire a fine agosto l'80enne Angelo Amato alla guida della Congregazione per le Cause dei Santi, restando delegato speciale all'Ordine di Malta. In Italia è rispettata la norma per cui il vicario di Roma è cardinale, ma lo stesso non avviene per ora per l'arcivescovo di Milano Mario Delpini: con Petrocchi viene 'premiata' una sede non usualmente cardinalizia, L'Aquila, col chiaro intento di tenere desta l'attenzione della Chiesa per la ricostruzione dell'area così duramente colpita dai recenti eventi sismici. La porpora all'iracheno Sako, primate caldeo, conferma la considerazione del papa per le Chiese in zone di guerre e sofferenze - come già avvenuto per il nunzio Mario Zenari in Siria -, così come con Coutts, per le ragioni dei cristiani perseguitati e le Chiese "del martirio". Il neo-cardinale peruviano Barreto ha subito minacce di morte dopo aver chiesto di fermare le attività estrattive nella regione amazzonica. E l'elemosiniere Krajewski, instancabile 'braccio' caritativo del papa tra senzatetto, famiglie povere, disagiati e terremotati, è tra le immagini più eloquenti della Chiesa in uscita, nelle periferie esistenziali, voluta da Bergoglio.





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