Errani e Curcio: chi sono gli uomini delle emergenze sul territorio

A loro è affidata la gestione dei grandi eventi e la sfida della ricostruzione in Centro-Italia tra polemiche e attacchi politici

Curcio-Errani

Il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e il Commissario Straordinario del governo per la Ricostruzione, Vasco Errani, durante l'incontro con la stampa presso la sede della Dicomac, per fare il punto della situazione sulla gestione dell'emergenza post terremoti e maltempo, Rieti, 18 gennaio 2017. – Credits: ANSA / EMILIANO GRILLOTTI

Claudia Daconto

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La tragedia dell'hotel Rigopiano dove da ore squadre di soccorso stanno scavando nella neve per trovare ancora in vita gli ospiti della struttura travolta dalla valanga. I sindaci dei comuni colpiti che, pur senza alzare troppo i toni, dicono di sentirsi “abbandonati” e dopo le ultime scosse di terremoto denunciano ritardi e aiuti a singhiozzo. La neve che, con il rialzo delle temperature, diventa più pesante e fa ancora più paura. Le polemiche sui social e quelle in Parlamento dove le opposizioni hanno chiesto al governo di venire a riferire su come si è mossa la macchina dei soccorsi.

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Sono giorni difficilissimi per le popolazioni del Centro Italia di nuovo messe a dura prova dopo il sisma del 24 agosto scorso e del 31 ottobre, ma anche per chi ha la responsabilità di mettere in salvo le persone e garantire loro una sistemazione decorosa, e soprattutto sicura, fuori dalle proprie abitazioni. Nonostante le risorse messe in campo tra uomini e mezzi (2.400 soldati dell'Esercito che arriveranno a 3mila, 950 metti ruotati e mezzi speciali del Genio e 16 elicotteri), le condizioni di alcuni centri nelle province di Chieti, Teramo, l'Aquila, restano infatti oltremodo critiche: ci sono paesi rimasti senz'acqua, senza luce e senza riscaldamento e frazioni completamente isolate.

Ma se addirittura Beppe Grillo ha fatto marcia indietro e scritto sul suo blog che non è questo il momento di lanciare accuse, Matteo Salvini ne ha per tutti. Dopo aver definito “demenziale” la nomina di Vasco Errani a commissario straordinario alla ricostruzione, ha insinuato anche gravi inadempienze da parte sua e di chi si occupa della macchina degli interventi: “se ci sono paesi senza corrente e riscaldamento da tre giorni – ha detto il capo della Lega Nord - oltre alla natura c'è anche dell'altro”.

Bando alle accuse senza senso, è stata la risposta del premier Gentolini che durante la trasmissione di RAi3 Che Tempo Che Fa ha dichiarato che bisogna dare "poteri straordinari" a Protezione Civile e Commissario straordinario per la ricostruzione in centro Italia per evitare ritardi di tipo soprattutto burocratico. Ma chi sono i due uomini a cui pensa Gentiloni?

Chi è Vasco Errani
Errani, che Salvini ha definito un “governatore fallito” a cui solo il Pd poteva affidarsi, ha assunto l'incarico il 1 settembre scorso, una settimana dopo il sisma del 24 agosto che sconvolse Lazio, Abruzzo e Marche causando 299 vittime. Il commissariato è però diventato effettivamente operativo solo dalla metà di novembre.

Errani aveva già ricoperto lo stesso incarico a seguito del terremoto dell'Emilia del 2012 quando ancora era presidente della sua regione. Un incarico lasciato nel 2014 quando è stato condannato in appello a un anno di reclusione nell'ambito dell'inchiesta “Terremerse” sul finanziamento di 1 milione di euro da parte della regione alla cooperativa che all’epoca era guidata dal fratello.

Proclamatosi sempre “innocente”, il 21 giugno scorso Errani fu assolto nell'appello bis, “perché il fatto non sussiste”. Oltre che un riscatto da un punto di vista personale, l'assoluzione ha rappresentato per il tre volte governatore dell'Emila Romagna (eletto nel 2000, nel 2005 e nel 2010) anche una piena riabilitazione a livello politico. Quando l'ex premier Matteo Renzi lo volle come commissario in Centro Italia, alcuni parlarono di mossa politica per riavvicinare l'ala bersaniana del partito. Altri invece la ritennero la migliore scelta possibile visti i risultati ottenuti, nello stesso ruolo, in Emilia negli anni precedenti.

Il più importante è stato certamente quello di aver fatto arrivare nelle zone terremotate circa 6 miliardi di euro per la ricostruzione attraverso Cassa depositi e prestiti, impedendo allo stesso tempo infiltrazioni e ruberie. E anche se ad oggi molte famiglie si trovano ancora fuori casa, il bilancio di quell'esperienza, interrotta proprio nel 2014 a seguito della condanna in appello, viene quasi universalmente riconosciuto come positivo.

Chi Fabrizio Curcio
Fabrizio Curcio, nominato a capo della Protezione Civile ad aprile del 2015, è colui che insieme a Errani, ha subito in queste ore gli attacchi più duri. In un'intervista all'emittente Radio Cusano Campus, Guido Bertolaso, che ricoprì lo stesso incarico dal 2001 al 2010, ha definito ieri Curcio ed Errani “due galli nello stesso pollaio”. Secondo l'ex commissario straordinario di tante altre emergenze, da quella del terremoto dell'Aquila a quella dei rifiuti in Campania, Curcio sarebbe “costretto ad accettare questo genere di condizionamenti (la presenza di Errani, ndr), perché si trova in una situazione di difficoltà e di debolezza rispetto a quello che era il mio ruolo".

I due, Curcio e Bertolaso, si erano ritrovati a lavorare insieme nel 2008 quando il primo entrò alla Protezione Civile e il secondo ne era ancora a capo.

Se alle critiche di natura politica, come quelle di Bertolaso, Curcio non ha voluto replicare, a quelle su “ipotetici ritardi" negli interventi di soccorso nelle zone colpite sia dal terremoto dell'altroieri che dalla neve, invece sì. Chi parla “non ha capito come funziona il sistema di protezione civile - ha detto - non si può non riconoscere l'oggettiva situazione di criticità, con due eventi - maltempo e terremoto - che sommati sullo stesso territorio hanno reso la situazione estremamente complicata. Però lo ribadisco ancora una volta: qui non è stato perso un minuto e assicuro che l'intero sistema di Protezione civile continuerà a mettere in campo ogni risorsa necessaria".

Palpabile il fastidio da parte di questo e altri funzionari dello Stato che in queste ore si stanno adoperando per mettere in salvo vite umane e portare soccorso alle popolazioni colpite, nel dover perdere tempo prezioso a rispondere ad attacchi e polemiche mentre a Farindola, dopo 42 ore, sono state estratte vive dalla valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano altre 8 persone tra cui anche i bambini presenti nella struttura.

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