Anche con la promozione in tasca, vale la pena di studiare
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Anche con la promozione in tasca, vale la pena di studiare
Cronaca

Anche con la promozione in tasca, vale la pena di studiare

Consigli per finire bene l'anno scolastico: 1. Tenere duro

Pillole bisettimanali per aiutare studenti (e famiglie) a restare motivati con la didattica a distanza. A firma di Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, dirigenti e docenti dei licei Faes di Milano, nonché autori di Basta studiare! e Leggere per piacere (Sperling & Kupfer). Il mercoledì e la domenica, alle 8.30 su panorama.it, consigli, dritte e buone pratiche per concludere al meglio la scuola.


In attesa del dettaglio dei nuovi decreti che definiscano la fine dell'anno scolastico e i criteri per la valutazione finale, ci concentriamo ora sulla motivazione degli studenti, in particolare della scuola superiore, cui già sembra chiaro che tutti saranno ammessi all'anno successivo, senza bocciature e senza esami a fine agosto o inizio settembre.

Il nostro sguardo spazia oltre l'orizzonte della soddisfazione personale e del senso del dovere di chi può vivere la scuola con passione o anche con professionalità e che continuerà a lavorare a distanza con la stessa determinazione di sempre. Dobbiamo valutare anche le fragilità e le pigrizie di chi naturalmente vive gli alti e bassi dell'adolescenza e dell'impegno allo studio.

Inevitabile immaginare il sospiro di sollievo degli studenti di tutte le età che già da gennaio convivono con l'ansia di perdere l'anno e l'affanno di un recupero che a tratti sembrava impossibile, tra alibi di rassegnazione e sforzi di risalita. Ecco, per questi studenti ora la motivazione è forse la ritrovata serenità del lavoro quotidiano di recupero e consolidamento, senza vecchie e nuove preoccupazioni, senza il peso del «tanto non ce la farò mai». Ce la faranno. Quindi, ora via: impegno quotidiano e maggiore serenità.

Poi c'è il resto della classe, studenti che non sono e non erano in difficoltà, studenti con risultati buoni ed eccellenti, studenti che potrebbero anche mollare, perchè «allora tanto non conta più niente». Alibi, sconforto, un senso di giustizia tipicamente adolescenziale e poi la stanchezza della fine dell'anno. Tutti promossi, sembra, l'impegno non è stato premiato quindi, conseguenza logica nel pensiero del giovane studente.

Docenti e genitori ora hanno l'onere di spendere più di due parole anche per questi alunni e questi figli. Siamo disponibili all'ascolto, sgomberiamo gli alibi e rilanciamo per costruire. I decreti attuali non cambiano nulla della valutazione dei crediti e delle medie finali, nulla cambia e tutto è ancora in gioco per chi ha intenzione di crescere con lo studio, la media scolastica e la soddisfazione personale.

Oltre il presente più o meno immediato, tutti poi torneremo nelle nostre aule e con i nostri libri. Studiamo ora, anche per non ritrovarci in futuro a dover rincorrere in affanno. E a presentarci sulla linea della ripartenza carichi, pronti e determinati.

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