#unpesopertutti, via alla campagna contro il contrabbando di sigarette

Lanciata stamattina in grande stile l'iniziativa di Philip Morris per contrastare i traffici della criminalità organizzata

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La campagna di Philip Morris #unpesopertutti contro il contrabbando di sigarette

Una montagna di scatoloni, con sopra i titolli dei giornali che danno notizia del boom del contrabbando di sigarette; e sotto, quasi schiacciati da questi scatoloni, un giovanotto, una ragazza e un poliziotto. È l’immagine scelta da Philip Morris International (Pmi) per la campagna pubblicitaria-sociale lanciata questa mattina in grande stile sul mercato italiano contro il traffico illecito di bionde, con 18 testate coinvolte per sensibilizzare la gente comune, i consumatori, a dire no al contrabbando: ““#un peso per tutti”, recita lo slogan della pagina, che aggiunge: “Chi compra sigarette di contrabbando finanzia la criminalità organizzata. Non scambiare un piccolo risparmio con un costo sociale molto più grande”.

Non è una “prima” assoluta, per Pmi, che al contrario da anni è schierata in campo a fianco della Guardia di Finanza - con cui ha un protocollo di cooperazione - per contrastare il contrabbando in Italia, uno dei Paesi-chiave di questa specializzazione criminale protagonista almeno dal 2012 di un lento ma costante recupero di spazi di mercato. E protagonista anche di una ormai sempre più inscindibile contaminazione con altre aree, ben più efferate, della criminalità organizzata: traffico di stupefacenti e di armi, che seguono le stesse rotte delle bionde, e addirittura terrorismo internazionale.

Secondo l’ultimo studio commissionato da Pmi a Kpmg, il commercio illecito di sigarette, nel suo insieme, rappresenta il quinto fornitore di sigarette dell’Unione Europea. Se il volume totale di sigarette contraffatte o contrabbandate consumato fosse stato acquistato legalmente in Italia, lo Stato avrebbe raccolto ulteriori introiti fiscali per circa 770 milioni di euro. Invece, il fumo illegale rappresenta il 5,6% del mercato totale italiano, in crescita nel 2014 del 20% rispetto al 2013 raggiungendo i 4,42 miliardi di sigarette. Nell’Unione Europea le sigarette illegali nel 2014 rappresentano il 10.4% del consumo totale. I costi di questo mercato superano gli 11 miliardi di euro sotto forma di mancate entrate erariali.

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