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Cronaca

Università: il punto sui test di ammissione

Tra le proteste oggi tocca a Veterinaria, l'8 settembre ad Architettura, il 13 alle professioni sanitarie e il 14 chiude Medicina in lingua inglese

Dopo i 62.695 studenti che ieri hanno affrontato i test di ammissione per entrare sia alla facoltà di Medicina che Odontoiatria per 9.224 posti, oggi a rimboccarsi le maniche sono i 7.987 aspiranti matricole che vogliono centrare l'accesso a Veterinaria che vede, rispetto all'anno scorso, un sostanzioso 30 per cento in meno dei posti disponibili, ossia dei giovani presenti oggi all'esame solo 655 riusciranno a far parte dei corsi di formazione per futuri veterinari.

Stesso discorso per coloro che intraprenderanno la strada per laurearsi in Architettura la cui prova è attesa per domani 8 settembre e conta 10.161 studenti che hanno perfezionato l'iscrizione. Qui il taglio di 818 posti rispetto all'anno accademico precedente porta le chance di accesso a 6.991 accessi.

A chiudere gli esami il 13 settembre con i test per le professioni sanitarie come fisioterapia, logopedia, ostetricia, e il 14 con medicina e chirurgia in lingua inglese.

Le contestazioni
Già all'inizio dell'estate la notizia del taglio complessivo di oltre 1.700 posti aveva acceso le proteste delle associazioni studentesche sopratutto quelle appartenenti ad Architettura, facoltà che maggiormente ha sofferto del ridimensionamento numerico. Secondo gli studenti dell’Udu, che hanno unito le loro proteste a quelle di alcuni rettori, "la perdita complessiva resta consistente". A farlo sapere è Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’associazione in una dichiarazione a Repubblica. Poichè solo dopo numerose contestazioni il numero dei posti è stato rivisto dal Miur ora i diretti interessati chiedono di rimettere in discussione il modello del numero chiuso per "andare verso il libero accesso" e facilitare quindi l'ingresso. Nel caos dei numeri prende una posizione anche il coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, Gianfranco Manfreda, sottolineando la necessità di programmi di orientamento negli ultimi anni delle scuole superiori per permetterebbero agli studenti di fare una scelta più consapevole.


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