Cronaca

In un'Italia sempre più povera il sindaco vieta l'elemosina

Succede a Como dove la giunta ha emesso un'ordinanza salva decoro

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Barbara Massaro

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Nelle strade del centro storico di Como illuminate a feste con la gente che entra ed esce dai negozi per terminare gli acquisti natalizi i clochard stonavano. Era brutto vedere medicanti accovacciati agli angoli o in ginocchio sui cartoni mentre chiedevano spicci per mangiare e così il sindaco Mario Landriscina (a capo della coalizione guidata da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e lista civica) ha vietato per un periodo di 45 giorni l'accattonaggio per le strade del centro.

Le multe previste per i senza tetto pizzicati a trasgredire il diktat possono arrivare fino a 300 euro e in Rete c'è chi commenta che perfino lo spietato Sceriffo di Nottingham antagonista di Robin Hood era più buono del sindaco di Como. 

L'ordinanza salva decoro

Nell'ordinanza si legge che il documento è stato emesso "Per ripristinare il decoro e la vivibilità urbana" e poi viene specificato: "Nei contesti di sovraffollamento come quello del periodo natalizio i soggetti che chiedono l'elemosina risultano ancora più invasivi e molesti".

Le prime multe a tre mendicanti sono già state firmate e i vigili, nei verbali, hanno scritto di aver sequestrato "I mezzi utilizzati per commettere la violazione" ovvero cartoni, ciotole e cappelli per raccogliere gli spicci e coperte con cui i senza tetto provavano a ripararsi dal freddo.

"Abbiamo scelto - ha precisato il sindaco Landriscina - uno strumento amministrativo già adottato in altre città con l'intento di arrivare ad ammodernare il vecchio regolamento di polizia urbana e renderlo più adeguato a rispondere alle nuove esigenze della nostra città".

Le reazioni

Le reazioni non si sono fatte attendere sia dall'opposizione in Comune sia dalla società civile con bivacchi solidali, fiaccolate per portare pasti caldi ai senza tetto e richiesta di sospendere quest'ordinanza che arriva nell'anno in cui l'Istat ha parlato di un'Italia sempre più povera.

Secondo l'annuale rapporto (che conferma i dati del 2016) l'assenza di redditi da lavoro interessa il 13,9% delle famiglie italiane, con la percentuale più alta che si registra nel Mezzogiorno (22,2%). Si tratta di tutti nuclei jobless dove si vive grazie a rendite diverse, affitti o aiuti sociali.

Nel 2008 queste famiglie ammontavano a 3 milioni e 172mila, il 13,2% del totale. In stato di povertà assoluta 1,6 milioni di famiglie, il 28,7% a rischio di povertà o esclusione sociale. Quasi sette giovani under 35 su dieci vivono ancora con la famiglia di origine.

L'Istat spiega poi che nel 2016 i 15-34enni che stanno a casa dei genitori sono precisamente il 68,1% dei coetanei, corrispondenti a 8,6 milioni di individui. Secondo l'istituto di statistica, sono tre milioni e 590mila le famiglie senza redditi da lavoro

Alla crescita del livello di povertà del Paese non corrispondono politiche sociali adeguate e le amministrazioni comunali si adattano come possono. Secondo il direttore della Caritas Roberto Bernasconi l'ordinanza comasca sotto Natale è oltremodo grave perché "Mette fuori legge anche Gesù Cristo che deve arrivare".

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