Un'Italia senza Province e Regioni è possibile

La proposta della Società geografica italiana ridisegna i livelli di governo inserendo 36 dipartimenti

Proviamo a cancellare Regioni e Province

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Nadia Francalacci

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I “sistemi urbani” per cancellare le Regioni e Province. Secondo una proposta (leggi il progetto, pdf ) della Società geografica italiana le Regioni e le Province potrebbero essere cancellate definitivamente e sostituite da 36 dipartimenti individuati in base alle relazioni sociali e produttive locali.

L'obiettivo della Società geografica italiana è quello di trovare una soluzione razionale all’abolizione delle Province che già prima delle elezioni del 2008 era nei programmi elettorali di Berlusconi e di Veltroni. E non solo, perché le Province sono da sempre oggetto di riforma da parte di tutti i partititi politici.

Ma che cosa prevede la proposta della Società Geografica Italiana?
Tre sono i principi sui quali si basa: eliminare uno dei livelli amministrativi per migliorare l’efficacia della gestione; evitare la sovrapposizione di competenze; individuare e valorizzare meglio la delimitazione regionale.

In sostanza la proposta prevede un’articolazione territoriale completamente rivoluzionata rispetto a quella attuale spazzando via tutte le 110 Province e tutte le 21 Regioni. Ad esempio il Piemonte, in base alla nuova proposta che si ispira sull’uguaglianza o quanto meno alla condivisione di radici storiche e economiche, verrebbe suddiviso in tre regioni più piccole una comprendente i territori di Asti Cuneo e Alessandria, la seconda costituita dall’attuale provincia di Torino e la terza da Novara, Vercelli, e la Valle d’Aosta.

Le province di Brescia, Verona e Mantova costituirebbero un unico dipartimento, così come La Spezia verrebbe inglobata con gli altri territori tirrenici di Massa, Livorno, Pisa; Lucca e Massa Carrara.  Gli unici dipartimenti che coinciderebbero con gli attuali confini regionali sarebbero Marche, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige.    

Questa rimane per adesso solo una proposta. Il 5 luglio scorso il premier Letta ha annunciato che che farà un ddl costituzionale sulle abolizione delle Province spiegando che ci saranno solo due livelli di governo: quello Regionale e quello dei Comuni, quindi cancellando totalmente le Province. Una vera e propria svolta rispetto all’accorpamento previsto dal Governo Monti che avrebbe ridotto le Province da 86 a 51 con un risparmio economico di 500 milioni di euro. Ma il ministro Delrio ha dichiarato che nonostante le difficoltà nell’iter di approvazione, nel 2014 le Province non esisteranno più.    
  

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