Cronaca

Truffa dell'olio: il Codacons è pronto a chiedere un maxirisarcimento

L'associazione dei consumatori ha già messo online un modulo per le famiglie che intendono essere risarcite. L'intervista al presidente Rienzi

Duemila euro a famiglia. È questa la richiesta che il Codacon farà alle aziende produttrici di olio, coinvolte nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Torino, se saranno accertati gli illeciti. Il procuratore di Torino Raffaele Guariniello ha iscritto nel registro degli indagati i nomi dei responsabili legali di sette aziende. I marchi interessati sono Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (nella versione confezionata per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin).

LEGGI ANCHE: Olio extravergine e olio vergine d'oliva, 6 cose da sapere sulle differenze

“Sarà inevitabile una azione risarcitoria nei confronti delle aziende scorrette - spiega a Panorama.it Carlo Rienzi, presidente del Codacons – e se le aziende coinvolte non vorranno risarcire le famiglie in via forfettaria procederemo con un’azione collettiva in tribunale”.

Il Codacons ha già immesso online, sul proprio sito, un modulo per richiedere il risarcimento danni da parte dei consumatori che per anni hanno acquistato e consumato l’olio delle aziende che avrebbero spacciato come olio extravergine d’oliva, un olio che invece non lo era affatto. Infatti, dai controlli del Nas, quell’olio è risultato meno pregiato, meno costoso, ma proposto agli acquirenti come se fosse il vero "oro verde". A un prezzo, dunque, superiore anche del 30/40%.


“I consumatori che hanno acquistato confezioni di olio ingannevole, hanno subito un duplice danno: da un lato hanno pagato di più per un prodotto meno pregiato rispetto le promesse, dall'altro hanno subito una evidente lesione della loro buona fede- continua Rienzi- ecco perché siamo pronti a intentare una valanga di azioni risarcitorie contro le aziende colpevoli, per conto di tutti i consumatori coinvolti nella frode”

Presidente, ma un cittadino come può dimostrare di essere un consumatore di uno degli olii coinvolti nella truffa?
Deve poter esibire degli scontrini o anche uno solo che attesti l’acquisto di una delle bottiglie coinvolte nello scandalo e se non ne fosse più in possesso, può presentare comunque la richiesta di risarcimento con la testimonianza scritta di uno dei familiari che dichiari l’uso di quel prodotto.

Ma non c’è il rischio di una truffa nella truffa? Un cittadino può in questo modo tentare di chiedere un risarcimento per un danno inesistente..
Noi crediamo nella buonafede delle persone e sul fatto che un cittadino che non sia stato coinvolto in questa truffa non abbia nessun interesse ad andare sul nostro sito e intentare una causa nei confronti di un’azienda se davvero non è stato leso.

Oggi l’olio, poche settimane fa il diselgate Volkswagen…
Anche se non si tratta di alimenti la truffa della casa automobilistica tedesca non è diversa dalle altre truffe che vengono perpetrate ai danni dei consumatori. È sempre una truffa, un azione che va a ledere la buonafede del consumatore. Ad oggi per il caso della Volkswagen, ad esempio, abbiamo ricevuto oltre 12 mila preadesione per la class action che abbiamo preparato. E adesioni nuove continuano ad arrivare ogni giorno.

Ma quali sono le truffe più frequenti ai danni dei consumatori?
“È davvero difficile contarle o enunciarle. Purtroppo sono davvero tantissime. Quella che sicuramente è tra le più frequenti è quella del vino. In Italia il prodotto che subisce maggiori alterazioni è indubbiamente questo. Poi ci sono tutti i prodotti a base di latticini e tutte le carni rose lavorate. Noi ci stiamo battendo da anni per una reale e seria tracciabilità delle materie prime nel prodotto finale. Purtroppo ancora oggi sulle tavole degli italiani finiscono tantissimi prodotti che vengono solo imbottigliati o confezionati in Italia ma di italiano non hanno davvero niente.

Nel 2014, l’ispettorato repressione frodi del Ministero delle Politiche Agricole ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto dell’olio, con sequestri per 10 milioni di euro. La Coldiretti, invece, denuncia il rischio di frodi "favorito dal record di importazioni: nel 2014 sono arrivate dall'estero 666 mila tonnellate di olio e sansa, più del 38% rispetto all'anno prima".

© Riproduzione Riservata

Commenti