Cronaca

Treni, la stagione dei ritardi e malfunzionamenti

Un incendio sulla rete ferroviaria a Firenze ha diviso l'Italia. E aumentano i disagi sui convogli regionali, che rendono impossibile la vita dei pendolari

Fs: ripresa circolazione treni a Milano centrale

Nadia Francalacci

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“Con il caldo i treni si fermano. Con il freddo e la neve i treni si fermano. Le stagioni hanno poca importanza: in Italia i disservizi sono all’ordine del giorno”. Sono le parole di Claudio Tarlazzi, segretario generale della Uil Trasporti, commentando i disagi derivati dai due incendi che si sono sviluppati ieri lungo le linee ferroviarie e dal guasto della linea di alimentazione a Firenze che ha procurato ritardi per il traffico ferroviario di oltre 80 minuti sia verso Nord sia verso Sud.

“Purtroppo le tratte ferroviarie non riescono ad ammortizzare i cambiamenti climatici e il parco rotabile risale agli anni ’80 – continua a spiegare a Panorama.it, Tarlazzi - questi due aspetti sommati alla manutenzione talvolta non particolarmente attenta ed efficiente, genera quotidianamente disagi e disservizi ai pendolari, agli utenti saltuari ma anche al personale stesso costretto a lavorare in condizioni di fortissimo disagio per 10 ore al giorno”.

Intanto l’interruzione della linea ferroviaria, ieri, ha spezzato in due l’Italia. Il traffico, infatti, è ripreso completamente solo in serata attorno alle 19.20.
“Stando a dati di Eurobarometer rielaborati dall'Autorità dei Trasporti emerge che l'Italia è il Paese dell'Unione europea, dove l'insoddisfazione nei confronti della frequenza e della puntualità dei treni è la più alta- prosegue Tarlazzi- e sono arrivate alla stessa Autority per i Trasporti oltre 300 segnalazioni di gravi disservizi in poche settimane”.

Ma quali sono quelli più frequenti?
“Sicuramente il sovraffollamento seguito dai ritardi sulle linee ferroviarie. Spesso l’una è conseguenza dell’altra. Poi ci sono i malfunzionamenti delle porte e dei bagni seguiti dalla climatizzazione delle carrozze sia in estate che in inverno”.

Quale sono le tratte più interessate da questi disservizi?
“Sarebbe più facile rispondere individuando le zone che non hanno disservizi! Tutto il trasporto locale è interessato da questi problemi a partire dal Nord fino alle regioni del Sud.”

Pienamente concorde anche Gaetano Riccio, coordinatore nazionale Fit Cisl per la mobilità ferroviaria, che aggiunge: “Proprio sul trasporto regionale grava la maggiore insoddisfazione degli utenti ed in particolar modo sull’affidabilità e la puntualità dei treni”

In Italia, infatti, la percentuale di coloro che si dicono decisamente insoddisfatti è al 16% e abbastanza insoddisfatti del 28%, per un totale del 44%: in Germania la percentuale totale è al 42%, in Francia al 39%, in Gran Bretagna al 14% e in Svezia al 16%.

“Abbiamo avuto un incontro con il Ministro dei Trasporti- precisa Gaetano Riccio – che ci ha rassicurato su prossimi ed importanti investimenti nel settore del parco rotabile. Alcuni convogli attuali impiegati per i pendolari sulle tratte regionali hanno oltre 30 anni e nonostante la manutenzione è impossibile avere una piena efficienza con le gravissime ed inevitabili conseguenze sugli utenti.”

Anche Riccio torna a parlare delle segnalazioni che sono giunte all’Autority: “I reclami sono per ora “solo” 300, ma rappresentano "la punta dell'iceberg", perché l'insoddisfazione dei passeggeri alle prese ogni giorno con le aziende di trasporti italiane è molto alta. Quello che serve ed è urgente attuare, è una corretta regolazione economica del settore e fare investimenti che non puntino a valorizzare ulteriormente la tratta dell’Alta Velocità ma ad un totale rinnovamento delle tratte locali e dei convogli che su queste tratte devono viaggiare”

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