Cronaca

Trasporti: linee ferroviarie rosso sangue

In diciotto mesi, da Nord e Sud Italia, sono morte 26 persone e 112 sono rimaste ferite in tre incidenti ferroviari

Treno deragliato pioltello

Nadia Francalacci

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Pochi minuti dopo le ore 6.00 di questa mattina, a quasi 24 ore dal deragliamento del convoglio regionale 10452 di Trenord nella stazione di Pioltello, la circolazione ferroviaria sulla linea Cremona-Milano è ripresa lentamente almeno su due dei quattro binari.

Gli altri due binari, quelli interessati direttamente dal deragliamento del treno, sono ancora sotto sequestro e oggetto di rilevi e sopralluoghi da parte della magistratura e dei periti. Serviranno, infatti, ancora diversi giorni di lavoro prima che l’intera tratta sia dissequestrata e torni alla piena efficienza.

L’incidente avvenuto alle 6.55 di giovedì 25 gennaio, nel quale sono morte tre donne e rimaste ferite 46 persone di cui 4 sono ancora in gravissime condizioni ricoverate negli ospedali lombardi, è l’ennesimo disastro ferroviario che coinvolge una linea ferroviaria tra le più frequentate dai pendolari.  

Disastro Puglia 

Solo sette mesi fa, martedì 13 giugno 2017, nel Salento fu sfiorata un’altra tragedia: sulla linea Lecce-Zollino delle Ferrovie del Sud Est, uno scontro tra due treni sul binario unico, causò, fortunatamente ‘solo’ il ferimento di una quindicina di pendolari e di uno dei due macchinisti.

Non fu un bilancio altrettanto ‘positivo’ quello dello scontro, avvenuto sempre in Puglia, tra due convogli nel tratto compreso tra le stazioni di Andria e Corato gestito dalla società Ferrotramviaria, undici mesi prima, il 12 luglio 2016: 23 morti e 50 passeggeri rimasero feriti.

In un anno e mezzo, in Italia, sono morti 26 passeggeri e 112 persone sono rimaste ferite in tre incidenti ferroviari.

Assieme “all’inferno” di Viareggio, lo scontro tra Andria e Corato, è il disastro ferroviario, più recente, dove hanno perso la vita il numero maggiore di persone.  

L'inferno di fuoco a Viareggio

29 giugno 2009. Una data che ricorderà, per sempre, l’incidente ferroviario considerato, per le modalità e per il numero di morti, in assoluto il più disastroso della storia.

La rottura di un fusello di un carro cisterna provoca il deragliamento di un treno merci. Una cisterna che contiene GPL si danneggia e il liquido fuoriuscito si infiamma e fa esplode la stessa cisterna mentre il treno sta entrando nella stazione di Viareggio.

Il fuoco, l’esplosione e il materiale infiammabile invadono non solo la stazione ma anche le case limitrofe uccidendo, arsi vivi nelle proprie camere da letto o nei salotti, 32 persone. Venticinque rimarranno gravemente ferite e per sempre sfigurate dalle fiamme.

Pochi mesi dopo Viareggio, il 12 aprile 2010 a Laces in provincia di Bolzano, una frana provoca il deragliamento di un treno regionale che stava percorrendo la ferrovia della Val Venosta in direzione Merano. Anche in questa occasione 28 persone rimasero ferite ma 9 persero la vita.

Maledetto binario unico

Uno scontro frontale tra due treni lungo la linea Macomer-Nuoro a scartamento ridotto e binario unico, il 15 giugno 2007 provoca, a Bortigali, 3 morti e 8 feriti.

Il 7 gennaio 2005, il bilancio di un altro scontro, sempre su binario unico, tra un treno interregionale e un merci, fu ancora più drammatico: nella nebbia di Crevalcore a Bologna, alle ore 12.53, persero la vita incastrate tra le lamiere 17 persone e 80 rimasero ferite.

La Freccia della Laguna

Tra i gravi incidenti ferroviari d’Italia, rientra anche quello che nel luglio del 2002, coinvolse il treno espresso 1932 Freccia della Laguna, proveniente da Palermo Centrale e diretto a Venezia Santa Lucia.

Il convoglio era appena partito dalla stazione di Milazzo con 61 passeggeri a bordo. Nella stazione di Messina Centrale avrebbe dovuto unirsi all'altra sezione di treno, proveniente da Siracusa, per proseguire poi verso la destinazione finale di Venezia.

Mentre stava percorrendo la tratta verso Messina, in prossimità della stazione di Rometta Messinese, un giunto di una carrozza cede improvvisamente: la locomotiva deraglia e impatta contro la massicciata.

La velocità del treno fece ruotare la locomotiva di 180° scatenando un effetto frusta: le prime tre carrozze accodate alla macchina deragliarono e furono scagliate contro il casello ferroviario limitrofo sventrandolo; il locomotore finì la sua corsa sbattendo contro le paratie di un piccolo viadotto in cemento rimanendoci in bilico. Anche qui, il bilancio fu tragico: 8 morti tra cui un macchinista e 47 feriti.

Le indagini sul disastro di Pioltello

Adesso, però, occorre fare chiarezza e dare risposte certe su quanto è avvenuto a Pioltello, alle porte di Milano. L'ipotesi al momento più quotata resta quella di un "cedimento strutturale" e il distacco di un pezzo di 23 centimetri di rotaia.

Alla Procura, infatti, non sono ancora arrivati materialmente i documenti sequestrati ieri e che permetteranno sia di ricostruire l'esatta dinamica dell’incidente che di iscrivere nel registro degli indagati alcuni tra manager e responsabili della sicurezza di Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo Ferrovie dello Stato responsabile della gestione della rete ferroviaria nazionale e di alcuni responsabili di Trenord.

Intanto, però, i magistrati hanno nominato come consulenti l'ispettore della Polfer Angelo Laurino e gli ingegneri Fabrizio Del Rico e Roberto Lucani. I primi due si sono occupati dell'incidente di Viareggio e il terzo di quello di Andria.


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