Traghetti & tariffe d'oro: la guerra degli armatori

Non vogliono pagare la sanzione disposta dall'Antitrust e scattano i primi ricorsi al Tar. Ma anche la Sardegna, non ancora soddisfatta, chiede i danni alle compagnie di navigazione

Traghetti d'oro: 'E' colpa del petrolio'

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Nadia Francalacci

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L’Antitrust sanziona 4 armatori: multa da 8 milioni di euro. Motivo? Aver posto in essere un'intesa finalizzata all'aumento dei prezzi. Insomma, avrebbero costituito un “cartello” che avrebbe messo in ginocchio turismo sardo e passeggeri. La Regione Sardegna, che aveva presentato un ricorso nel 2011, esulta. Gli armatori invece insorgono, passano al “contrattacco”e ricorrono al Tar. Ugo Cappellacci, governatore della Sardegna, non è da meno e dichiara di voler chiedere i danni agli armatori per le perdite registrate dalla regione nell’anno 2011. 

La vicenda del “caro traghetti”, o meglio, delle “tariffe d’oro” delle compagnie Moby, Grandi Navi Veloci,Snav e Marinvest da e per la Sardegna non è ancora finita.
Anzi,a quanto pare, la battaglia è solo all’inizio.

Le tariffe, secondo il ricorso presentato dalla regione sarda e dai documenti dell’Antitrust, nell’anno 2011 sono improvvisamente raddoppiate e in alcuni casi, su alcune tratte, l’aumento del biglietto ha raggiunto il 65%.

Roberto Martinoli, Presidente di Grandi Navi Veloci, gli armatori hanno dichiarato di voler fare ricorso alla sentenza dell'antitrust. Dunque, secondo voi, non c'è niente di anomalo sull'aumento dei prezzi rilevato nel 2011?
Determiniamo i nostri prezzi sulla base un'attenta analisi di tutte le variabili che insistono sulle destinazioni che colleghiamo, inclusi i costi che siamo chiamati a sostenere per operare le nostre rotte; tra questi l'incremento del prezzo di acquisto del carburante parla da solo: il prezzo medio di acquisto del bunker è passato da 266 euro nel 2009 a 528 euro nel 2012. In questo senso è bene ricordare che GNV (Grandi Navi Veloci, ndr) ha registrato ingenti perdite nel corso del 2011 e degli esercizi precedenti

La Regione Sardegna ha dichiarato di aver perso 2 milioni di turisti per colpa del rincaro delle tariffe. E ha annunciato di voler chiedere i danni alle compagnie di navigazione...
Attribuire alle compagnie responsabilità di questo tipo è inaccettabile. A maggior ragione per GNV, che progressivamente sta ridimensionando la propria presenza in Sardegna. Se il turismo è calato è anche per colpa di una crisi economica che sta incidendo in modo importante sulle famiglie, e su un'offerta turistica complessiva che va ridefinita alla luce di nuove modalità di fruizione delle ferie da parte degli italiani. I dati delle prenotazioni del 2011 hanno evidenziato due elementi: da una parte la riduzione della durata media delle vacanze, dall’altra un calo del turismo, maggiore verso le isole rispetto ad altre destinazioni in Italia

In tempi di crisi gli armatori hanno previsto un ritocco alle tariffe per l'estate 2013? 
Abbiamo dovuto ridurre drasticamente la nostra presenza in Sardegna a causa della scarsa reddittività delle linee: GNV è un operatore privato e non gode di alcuna sovvenzione statale. Le linee, per poter essere garantite, devono essere economicamente sostenibili: la definizione delle tariffe dipende dalle dinamiche della domanda e offerta, dalla struttura dei costi e dal riempimento atteso; i nostri prezzi, in questo momento, sull’unica linea che abbiamo mantenuto in Sardegna sono allineati al 2012

Che cosa ne pensate della nascita della Flotta Sarda? Sarà davvero concorrenziale? 
È già nota la nostra posizione: è in corso una causa dinnanzi al tribunale di Genova per dimostrare che la flotta costituita dalla Regione Sardegna ha registrato una forte perdita nonostante gli ingenti aiuti di Stato ricevuti dalla Regione stessa. A meno di non rivedere le regole dei finanziamenti dei collegamenti regionali di pertinenza dell’UE, non è pensabile offrire passaggi ai prezzi attuati dalla Flotta Sarda

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