"Sono commosso e addolorato. Non capisco ma queste sono cose difficili da capire”, queste le parole di Papa Francesco al telefono con l'emittente Tv200. Il giornalista ricorda poi al Papa che spesso ha parlato di una terza guerra mondiale "Questo è un pezzo”, aveva risposto il Pontefice.

L'ipotesi che possa scoppiare una terza guerra mondiale dalle dimensioni devastanti, è entrata negli animi della gente di prepotenza dopo il bombardamento francese di ieri sera su Raqqa. Ormai è un dato di fatto: nessuno si sente più al sicuro.

Lo confermano i social network e, soprattutto, testimoniano la tendenza degli adolescenti a temerla. Da un profilo all'altro rimbalzano le domande dei ragazzi: "Ma cosa può succedere? Pensate davvero che possa scoppiare la terza guerra mondiale?

E si leggono anche le preoccupazioni dei genitori: "Cosa dobbiamo dire ai nostri figli?”; "Mio figlio non vuole che io vada al lavoro o fuori a cena...”, scrivono dai diversi profili.


La vera paura nasce proprio da questo: non riuscire più ad affrontare la normale vita quotidana con serenità. Unita all'incapacità di gestire le proprie paure. Ne è un esempio il panico che si è scatenato ieri per lo scoppio di un petardo a Place de la Republique.

Non a caso, sui social, da un paio di giorni vengono venduti biglietti per concerti/opere o manifestazioni a prezzi irrisori.
E si leggono, sui profili degli adolescenti, cambi di programmi e di abitudini: "Piuttosto di prendere la metropolitana, mi sveglio un'ora prima e vado in autobus a scuola" e ancora "No ragazzi non troviamoci in Duomo: piuttosto in un luogo meno conosciuto”.

Tutti questi sono segnali preoccupanti perché abbiamo la coscienza di avere di fronte un nemico invisibile: può essere il nostro vicino di casa o il nostro panettiere.

Perché quello che sta spaventando di più è che gli autori delle stragi fossero dei cittadini francesi.

Combattere un nemico è già difficile, ma contrastare un avversario che si traveste da fratello, è quasi impossibile.




© Riproduzione Riservata

Commenti