Cronaca

Terrorismo, reclutavano combattenti da inviare in Siria e Libia

I Carabinieri del Ros hanno arrestato tre terroristi attivi nel Nord Italia che avevano giurato fedeltà al Califfo e effettuavano proselitismo sul web

Nadia Francalacci

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“Bay’ah”, prima di ogni cosa. Ovvero il giuramento di fedeltà al califfo Abo Bakr Al Baghdadi. E’ in questo modo che 3 egiziani e un algerino residenti tra la Lombardia, Piemonte e Liguria hanno iniziato la loro opera di reclutamento di combattenti da inviare in territorio siriano e libico. Prima il giuramento come è previsto dallo Stato Islamico e poi la loro fedeltà si era trasformata in una intensa opera di propaganda e proselitismo sui social network.

Le indagini dei Carabinieri del R.O.S., che questa mattina hanno portato all’arresto di tre egiziani residenti tra Finale Ligure, Savona, Cassano d’Adda , Milano e Torino, hanno permesso di individuare un gruppo organizzato su base familiare che sul web si occupava, ormai da alcuni mesi, di diffondere materiale jihadista e di instradare combattenti dal nord Africa in Siria e in Libia per conto del sedicente Daesh, ossia, lo “Stato Islamico”.

Cercavano di nascondere il loro fondamentalismo

I tre nordafricani arrestati erano insospettabili che aderivano alla taqiyya, che da' il nome all'operazione e che nella tradizione islamica permette di dissimulare la propria fede per infiltrarsi fra i nemici dell'Islam senza essere considerati apostati. Senza precedenti penali, conducevano una vita normalissima e sotto traccia in modo da non mai attirare l'attenzione.

Infatti, i terroristi, hanno cercato di nascondere l’adesione all’ideologia più radicale evitando riferimenti anche solo velatamente religiosi o di appartenenza al mondo islamico. Ma il loro ‘rigore’  apparente mantenuto sui social è stato tradito da un quarto componente, sul quale grava un analogo provvedimento di arresto ma che ad oggi risulta irreperibile all’estero, il quale aveva pubblicato su Facebook il bay’ah, il giuramento, fatto al Califfo.

Propaganda e proselitismo

L’opera di propaganda e proselitismo era svolta esclusivamente sulla rete sia su canali riservati sia ricorrendo a pseudonimi e account fittizi sui più diffusi social media. Il materiale divulgato a numerosi contatti era in parte direttamente ottenuto da al-Hayat Media Center, organo di propaganda ufficiale dell’autoproclamatosi “Stato Islamico”.
La formula di giuramento effettuato dal gruppo nordafricano ricalca, con alcune opportune varianti, il testo già emerso in altri contesti investigativi del Ros e recentemente oggetto di sentenza di condanna da parte della Corte di Assise di Milano.

L'importanza del giuramento

L’importanza del “bay’ah” è dimostrata dalle più attuali informazioni raccolte in ambito internazionale che hanno evidenziato l’esigenza del cosiddetto “Stato Islamico” di ottenere una pubblica manifestazione di fedeltà da parte di chiunque, anche non inserito ufficialmente nell’organizzazione, abbia intenzione di compiere un’azione in suo nome e per suo conto.


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