Cronaca

Terrorismo, la mappa dei paesi a rischio nel mondo. Italia 69^

Nella Top 20 anche gli Usa. Regno Unito e Francia gli stati più pericolosi in Europa. In Italia a rischio Lombardia e Lazio

Terrorismo

Eleonora Lorusso

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All’indomani dell’attentato i mercatini di Strasburgo, torna l’allarme sicurezza e si scopre che proprio la Francia è tra i posti più pericolosi, davanti a paesi come Palestina, Russia, Libano, Cina, Israele o Iran. E’ infatti il secondo stato a maggior rischio di attentato terroristico dopo il Regno Unito, entrambi teatro di attacchi come quelli alla sede di Charlie Hebdo, di Nizza o al ponte di Westminster a Londra.

L’Italia, invece, figura al 69esimo posto nella classifica del Global Terorrism Index 2018 (GTI), pubblicato poco prima del attentato condotto da Cherif Chekatt, entrato in azione in Alsazia, a poca distanza dalla sede del Parlamento europeo e della cattedrale di Strasburgo.

Dove colpiscono i terroristi

Al primo posto della “lista nera”, stilata realizzato dall’Institute for Economics and Peace (IEP), si trova l’Iraq, seguito da Afghanistan, Nigeria, Siria e Pakistan. Nella Top Ten si trovano poi Somalia, India, Yemen, Egitto (a causa degli attacchi dell’Isis soprattutto nel nord del Sinai) e Filippine.

Tra i primi 20 paesi maggiormente a rischio, però, ci sono a sorpresa gli Stati Uniti.

In Europa sono Regno Unito e Francia a risultare più a rischio terrorismo, che risulta maggiore anche rispetto a Libano, Israele, Algeria e Marocco, il paese d’origine di Cherif Chekatt, entrato in azione proprio in Francia, un paese che ora rischia di salire ulteriormente nella classifica dei luoghi meno sicuri. Altri posti possibilmente da evitare sono anche Turchia, Libia, Sud Sudan, Thailandia, e Kenya (dove è stata rapita la cooperante italiana Silvia Costanza Romano).

Quanto all’europa, il Regno Unito è il più esposto (alla 28esima posizione), seguito dalla Francia e dalla Germania (39°). Ad essere nella parte della classifica sono anche la Grecia (45esima), il Belgio (48esimo), e la Spagna (50esima), in questi ultimi casi per via degli attentati a Bruxelles e Barcellona e le tensioni.

L’Italia risulta in una fascia di rischio inferiore, al 69esimo posto su 163 Paesi presi in considerazione. Chiudono la lista, tutti alla 138esima posizione, paesi che hanno un punteggio pari a zero, per numero di attacchi subiti. Tra questi ci sono Corea del Nord e Cuba, mentre in Europa gli Stati più sicuri sono Portogallo e Slovenia.

Lombardia e Lazio le regioni da bollino rosso

Se il nostro Paese  è considerato meno pericoloso rispetto alla vicina Francia, non è però esente dadal rischio di finire nel mirino di potenziali terroristi. Secondo l’Italian Terrorism Infiltration Index 2018 è la Lombardia la regione in cui possono maggiormente verificarsi casi di infiltrazione terroristica. L’istituto di ricerche Demoskopika, che ha condotto l’analisi, le ha assegnato un punteggio di 10 su una scala di 10, dunque il massimo. A seguire c’è il Lazio, con 9,25 punti. Le altre regioni risultato molto più distaccate e si tratta di Piemonte (4,19 punti, in aumento rispetto all’anno precedente, quando era la quarta regione più a rischio) e l’Emilia Romagna (4,10).

L’indice di pericolosità è stato calcolato sulla base dei risultati di intercettazioni telefoniche delle forze di polizia, di attentati (reali o potenziali, riconosciuti dal Global Terrorism Database dell’università del Maryland, Usa), del numero di stranieri che si trovano in Italia e provengono dai primi cinque paesi del GTI dell’Institute for Economics and Peace (dunque Iraq, Afghanistan, Nigeria, Siria e Pakistan) e infine del numero dei visitatori nei musei italiani.

Nella classifica figurano poi con un livello di rischio inferiore regioni come Campania, Toscana, Veneto, Trentino Alto Adige e Liguria. Più sicure sono considerate alcune regioni come Marche, Sicilia, Calabria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, mentre a chiudere la classifica si trovano Puglia, Umbria, Abruzzo, Molise e Basilicata.

Gli stranieri

I residenti in Italia provenienti dai primi cinque paesi per rischio terrorismo sono complessivamente più di 206mila. La quota maggiore è rappresentata da pakistani (108.204, pari al 50% del totale), seguiti da nigeriani (88.533, pari al 40,9%), afghani (11.224), siriani (4.992) e iracheni (3.540).

Quanti attentati?

Il report sul terrorismo in Italia indica in 68 gli episodi di attentati nel nostro Paese negli ultimi 11 anni, riconosciuti anche dal Global Terrorism Database. La regione più colpita risulta il Lazio, con 15 casi (22,1% del totale), seguito da Lombardia con 12 (17,6%) e Piemonte con 10 (14,7%/.

I Foreign Fighters

A preoccupare, su scala internazionale, è la presenza e la possibile attività dei cosiddetti Foreing Fighters. Secondo il Global Terrorism Index 2018, il numero dei potenziali attentatori di ritorno da luoghi di guerra è destinato a crescere arrivando 40.000. Si tratta di militanti affiliati all’ISIS e addestrati soprattutto in come Iraq e Siria, dove invece nell’ultimo anno risulta in calo l’attività terroristica vera e propria. L’identikit dei potenziali terroristi è quello di giovani adescati tramite l’ideologia e con già alle spalle precedenti penali (nel 40/60% dei casi), radicalizzati soprattutto durante un periodo di detenzione in carceri dove sono venuti a contatto con estremisti islamici, proprio come sembra essere accaduto al 29enne Cherif Chekatt.

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