Terrorismo, la rete jihadista scoperta in Italia - Foto e video

Due blitz hanno portato all'arresto dei familiari di Maria Giulia Sergio, la convertita partita per la Siria, e di due magrebini legati a alQaeda

Terrorismo: due maghrebini arrestati dal Ros

Un fermo immagine tratto da un video, distribuito dai Carabinieri del Ros, relativo al bliz che ha portato all'arresto di due maghrebini nell'ambito di indagini su una cellula di matrice qaedista che secondo gli investigatori si proponeva di pianificare attentati in Italia e Nord Africa, 01 luglio 2015. i. ANSA/ CARABINIERI DEL ROS

Redazione

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La polizia di Stato ha eseguito tra le province di Milano, Bergamo e Grosseto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 10 persone, di cui 4 italiane, 5 di nazionalità albanese e 1 di nazionalità canadese, accusate a vario titolo di associazione con finalità di terrorismo e di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo.

 

Le indagini condotte dalla sezione A antiterrorismo della Digos di Milano hanno permesso di accertare che gli indagati fanno parte di due nuclei familiari, di cui uno formato da cittadini italiani convertiti da qualche anno all'Islam e determinati a partire per la Siria, l'altro composto da cittadini di nazionalità albanese residenti nella provincia grossetana. Il collante tra le due famiglie è rappresentato da una giovane coppia che si unisce in matrimonio nel mese di settembre scorso, per poi partire alla volta della Siria.

L'operazione denominata "Martese" è stata avviata lo scorso ottobre. Nel blitz antiterrorismo, condotto dalla Digos e coordinato dal procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli e dal pm Paola Pirotta, sono stati arrestati il padre, la madre e la sorella di Maria Giulia Sergio, la giovane italiana convertita all'Islam e partita nei mesi scorsi per la Siria per combattere al fianco della jihad. La famiglia della ragazza vive ad Inzago, nel Milanese. Tra gli arrestati ci sono anche lo zio e il marito albanese della giovane. Anche il marito di Maria Giulia, spesso ospite in trasmissioni televisive per spiegare la sua scelta di fede, e la suocera sono in Siria a combattere per il Califfato. A ottobre gli investigatori avevano individuato Maria Giulia e il marito. Adesso le attività tecniche degli investigatori hanno consentito di ricostruire il percorso seguito dalla giovane coppia per raggiungere la Siria. In particolare attraverso l'intercettazione dell'utenza, in uso ad un coordinatore dell'organizzazione dei foreign fighters dello Stato Islamico, è stato possibile ricostruire l'attività di smistamento degli stranieri che da varie parti del mondo partono per raggiungere il Califfato.


Arrestati anche due cittadini magrebini

I carabinieri del Ros hanno eseguito, sempre oggi, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 2 cittadini maghrebini indagati per associazione con finalità di terrorismo internazionale aggravata dalla transanzionalità del reato. Un terzo indagato è già detenuto per reati di terrorismo in Marocco. I provvedimenti che hanno portato all'arresto dei magrebini, Ahmed Masseoudi amministratore e coordinatore delle attività del sito, Abderrahim El Khalfi, addetto a specifiche sezioni del sito e alle spese di finanziamento e Mohammed Majene ideologo del forum e autore di documenti conosciuti tra i simpatizzanti di al-Qaeda, pubblicati in altri siti jihadisti, come "al-Shumukh", scaturiscono da approfondimenti investigativi fatti sul conto di Ahmed Massseoudi. L'uomo, si è scoperto durante le indagini, era un visitatore di un sito di matrice jihadista denominato "Jarchive", gestito da un cittadino degli emirati Arabi Uniti temporaneamente residente in Australia.

Le indagini, che si sono avvalse anche della collaborazione dell'Aisi, dell'Intelligence marocchina e dell'Fbi statunitense e hanno documentato come Masseoudi avesse successivamente aperto e amministrato un proprio sito web attivo nella propaganda dell'ideologia qaidista e nel proselitismo di aspiranti jihadisti. È emerso anche come il cittadino tunisino avesse registrato con una società statunitense il dominio "i7ur.com", acronimo arabo di "Ashak al-Hur", in italiano "Amanti delle vergini", denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia.

I forum di alQaeda

L'indagine è la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad alQaeda, creati a partire dalla prima metà degli anni 2000 da simpatizzanti dell'organizzazione fondata da Bin Laden, al fine di supportarne il programma terroristico. Lo scopo di tali forum è di diffondere l'ideologia di alQaeda allo scopo di formare nuovi proseliti, avviandoli ad un percorso di radicalizzazione che, nelle intenzioni di coloro che li gestiscono, dovrebbe concludersi con la decisione a partecipare attivamente alla jihad violenta, ad esempio arruolandosi in un'organizzazione terroristica, partendo per una delle zone di guerra, oppure compiendo autonomamente attentati nei Paesi occidentali. Per questo il forum i7ur offriva ai propri visitatori una serie di contenuti, da quelli prettamente ideologici, quali video dei leader di alQaeda o fatwe emesse da ulema affiliati all'organizzazione, a quelli più specificamente operativi, come testi apologetici del terrorismo, commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri, sia in Occidente, sia nei Paesi musulmani i cui governi sono ritenuti "apostati".  Ai navigatori che vi accedevano, veniva fornito anche il materiale didattico di addestramento al terrorismo, quali video e manuali sull'utilizzo di armi bianche e da fuoco e sulla produzione di sostanze chimiche venefiche, nonché istruzioni per sottrarsi al monitoraggio on-line delle Forze di Polizia.

Azioni programmate in Marocco

Nel corso delle prolungate attività d'intercettazione telematica dei Ros sui computers degli indagati veniva acquisita anche la notizia relativa ad azioni terroristiche da compiere in Marocco, con l'obiettivo di colpire il locale Parlamento ed un festival della canzone in programma a Rabat. Le informazioni acquisite contribuivano all'identificazione dell'attentatore in Mouchine Archal, arrestato dalla polizia marocchina prima di entrare in azione. Uno dei principali obiettivi dell'associazione indagata era tuttavia quello di favorire processi di radicalizzazione di frequentatori del sito, per indurli a compiere attentati nei Paesi occidentali. In tale quadro, oltre a pubblicare molti numeri della rivista in lingua inglese "Inspire", pubblicata da "alQaeda nella Penisola Arabica" per promuovere la strategia terroristica dei "lupi solitari", gli indagati hanno utilizzato gli attentati compiuti in Francia nel marzo 2012, da un cittadino francese d'origine algerina, Mohammed Merah, responsabile dell'uccisione di tre paracadutisti dell'esercito francese, di un rabbino e dei suoi figli e di un altro bambino.



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