Cronaca

Terrorismo: "In Italia non c'è una seria politica di prevenzione"

Si avvicina il Giubileo e, secondo una esperta di intelligence, nessun piano è stato ancora messo a punto. Il prefetto Gabrielli: "Dobbiamo attrezzarci"

“In Italia manca non solo una politica sull’immigrazione ma anche una politica di salvaguardia dal terrorismo. E, così, continuiamo a mettere delle “pezze” ridicole”. Margherita Paolini, esperta di strategie internazionali e intelligence, commenta, senza mezzi termini, la proposta di introdurre la bigliettazione nominativa sui treni dopo l’attentato sventato sul treno Amsterdam-Parigi.

“Sono misure ridicole - spiega a Panorama.it – che fanno solo sorridere in quanto non hanno nessuna valenza preventiva e vengono sbandierate solo in queste occasioni dove il Governo deve mostrare che si sta adoperando per la sicurezza e la salvaguardia dei cittadini.”

“In realtà- continua - sono solo parole che non riescono più ad incantare nessuno, certamente non le persone che hanno un minimo di capacità logica”.

Ma l’aspetto che secondo Paolini è quello decisamente più inquietante è senza alcun dubbio la mancanza, in Italia, di una politica adeguata di prevenzione e contrasto al terrorismo che proprio in questo momento nel quale la Capitale si sta preparando al Giubileo, sarebbe ancor più necessaria. E non a caso il prefetto Gabrielli, a pochi giorni dall’inizio del grande evento, parla ancora di “doversi attrezzare”.

"Questo è il Giubileo ai tempi dell' Isis, di una radicalizzazione quasi epocale, e quindi dobbiamo affinare quanto più possibile i nostri strumenti. Se voi pensate che lo diciamo per scaramanzia vi sbagliate: noi pensiamo che quella del terrorismo internazionale sia una minaccia concreta e reale - dichiara il prefetto di Roma - ma come tutte le minacce non vuol dire che dobbiamo chiuderci. Dobbiamo attrezzarci in modo che la minaccia non si concretizzi in modo negativo".

Poi Gabrielli ha parlato anche di come proteggere i cieli della Capitale da un eventuale attacco terroristico che dopo quanto è accaduto durante i funerali del boss Casamonica, non possono che avvallare le teorie dell’esperta Paolini sulla totale assenza di una chiara e ben definita strategia di prevenzione degli attacchi terroristici.

"Dobbiamo far sì che tutti gli apparati lavorino per la prevenzione- continua Gabrielli - se un ultraleggero si alza in volo è troppo tardi e non è che poi possiamo chiamare gli Eurofighter per abbatterlo. Che i nostri cieli siano affollati è una condizione ordinaria. In chiave terrorismo questo si combatte prevenendo e cioè evitando che oggetti come ultraleggeri si alzino in volo". 

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