Isis: arrestato Moez Fezzani, il reclutatore di jihadisti italiani

Lo stratega del califfato, legato anche al rapimento dei tecnici della Bonatti, è stato arrestato in Sudan

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Ben Ahmed Al Fezzani, conosciuto anche come Abu Nassim, in una foto segnaletica della polizia tunisina

Nadia Francalacci

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Abu Nassim, all'anagrafe Moez Ben Abdelkader Fezzani, terrorista ricercato dalle autorità di Tunisi, stratega dell'esercito del califfato in Libia e, secondo i servizi italiani, un reclutatore di jihadisti nel nostro Paese, è stato arrestato in Sudan. Lo scorso agosto il giornale Libya Herald annunciò la sua cattura, ma la notizia si rivelò falsa. 

Il tunisino Moez Al Fezzani, conosciuto anche come Abu Nassim, considerato tra i reclutatori dell'Isis in Italia, infatti era ancora in fuga, probabilmente proprio verso il Sudan. 

A smentire il giornale libico, fu l'osservatorio almarsad.co in un articolo scritto proprio sul terrorista tunisino. Effettivamente a distanza di quattro giorni dal presunto arresto di cui parlava Libya Herald, neanche l'intelligence italiana aveva avuto conferme. La certezza della sua fuga fu fornita da fonti di sicurezza e militari di Zintan che negarono l'arresto dell'uomo.

Il sito riportava anche alcune foto di Fezzani, ma scattate tra il 2015 ed il 2016.

Il falso arresto in Libia

La notizia della sua cattura fu pubblicata dal giornale on line Libya Herald, che raccontava che Al Fezzani, in fuga da Sirte, era stato catturato assieme ad altri 20 esponenti dell'Isis in una località tra le città di Rigdaleen e di Al-JMail, nell'ovest del paese. Fezzani secondo i giornalisti libici, stava cercando di rientrare nel suo paese di origine, la Tunisia dove è considerato uno degli uomini più pericolosi, da catturare vivo o morto, dopo il tentativo, nel marzo 2015 di prendere il controllo della città tunisina di Ben Guerdane che provocò la morte di 58 persone.

Identikit del reclutatore

Ma chi è Al Fezzani alias Abu Nassim? E quale ruolo ricopriva oltre quello di stratega delle milizie Isis? E soprattutto quali sono i suoi legami con l’Italia? Innanzitutto, il nome di Al Fezzani figurava nell'elenco di 35 residenti in Italia, quasi tutti originari del Nordafrica, detenuti nel carcere di Guantanamo quando all’epoca non si parlava di Isis ma di Al Qaeda, ovvero subito dopo l’attentato alle Torri Gemelle. Il terrorista arriva in Italia nel 2009 dopo un’intesa tra il Governo americano e quello italiano, che consegnava al nostro Paese tre detenuti: Riad Nasri, Abdul bin Mohammed bin Ourgy e, appunto, Moez Al Fezzani, tutti catturati dagli americani a Peshawar, in Pakistan.

I tre soggiornano tra Milano e Bologna ma dopo alcuni mesi, di loro si perdono le tracce.

Al Fezzani, viene ritrovato e spedito nuovamente in Italia dove per lui si aprono le porte del carcere con l’accusa di di associazione a delinquere e associazione con finalità di terrorismo internazionale. Processato nel 2012,viene assolto in primo grado salvo poi il ribaltamento del verdetto, in appello, l’anno successivo.

L'espulsione dall'Italia

La pericolosità da Al Fezzani, alis Abu Nassim, la si vede anche durante il suo trasferimento all’aeroporto dopo che il Governo italiano ne aveva disposto l’espulsione. Mentre veniva trasferito a Malpensa, Al Fezzani si lancia fuori dall'auto della polizia e riesce a far perdere per qualche giorno le sue tracce. La sua latitanza dura poco e viene individuato a casa di un amico a Varese. Al Fezzani, viene messo su un aereo per la Tunisia.

Ma l’espulsione, non ha però, decretato la fine dei suoi rapporti con l’Italia, dove fino a pochi mesi fa avrebbe continuato ad esercitare il suo potere di reclutatore per l'Is.

Il nome di Al Fezzani, secondo alcune indiscrezioni, emergerebbe anche nelle indagini sul sequestro dei tecnici italiani Gino Pollicardo, Filippo Calcagno, Salvatore Failla e Fausto Piano. Dopo otto mesi di prigionia, Failla e Piano vengono uccisi a Sabratha durante uno scontro a fuoco. La loro morte, in particolar modo la dinamica nella quale di è verificata, è ancora avvolta nel mistero.

Certo è, questo è un dato ormai chiaro, a Sabratha, Al Fezzani era la più alta figura di riferimento dell'Is in un'area in cui sono spesso proprio le bande armate a garantire la sicurezza degli impianti stranieri sul territorio. Ma la presenza di Al Fezzani in Italia potrebbe aver determinato, direttamente o indirettamente attraverso altri terroristi radicalizzati, il reclutamento di numerosi soggetti in Lombardia. Già indagini precedenti alla sua cattura e al ritrovamento di alcuni documenti da parte dell’intelligence libica, hanno portato alla luce connection, addestratori, aspiranti terroristi proprio nella regione lombarda dove ha soggiornato Al Fezzani.

Ecco chi sono gli aspiranti jihadisti transitati in Lombardia:

Aftab Farook

Aftab Farook, il magazziniere 26enne pakistano espulso il primo agosto dall'Italia con l'accusa di essere un aspirante combattente dello 'Stato Islamico' ben ambientato a Vaprio d'Adda, nel Milanese in cui abitava e lavorava, con la famiglia e un passato da campione di cricket.

Monsef El Mkhayar

Proselitismo sui social emerso nell'indagine che ha portato in primavera a un'ordinanza di custodia nei confronti di un giovane che si ritiene in Siria, Monsef El Mkhayar che insieme a un amico (poi morto) era stato affidato nel 2010, ancora minorenne, alla comunita' Kayros di Vimodrone (Milano) e da maggiorenne trasferito in un appartamento a Milano.

Lassaad Briki e Muhammad Waqas

Il tunisino Lassaad Briki e al pakistano Muhammad Waqas, arrestati nel luglio 2015 durante le intercettazioni, parlavano di attentati da compiere in Italia.

Abderrahim Moutaharrik

Anche Brahim Khachia e Zhour Loumiy, marocchini residenti a Brunello (Varese) e genitori di due presunti jihadisti, sarebbero stati fiancheggiatori dell'Isis, stando agli atti dell'inchiesta milanese con al centro la figura del pugile Abderrahim Moutaharrik arrestato lo scorso 28 aprile.

Valbona Berisha

Dalla Brianza sono partiti anche i primi foreign fighters identificati come tali in Italia: Valbona Berisha, 33 anni, origini albanesi, che abitava a Barzago (Lecco) ed è fuggita in Siria, portando con sé il figlio di 6 anni e lasciando al marito gli altri due.

"Fatima" Sergio

Viveva vicino a Inzago anche la foreign fighter forse piu' famosa, Maria Giulia "Fatima" Sergio, che si troverebbe in Siria con l'Isis.

Mohamed Koraichi

Senza dimenticare il caso di Alice Brignoli e del marito Mohamed Koraichi, abitanti a Bulciago (Lecco).




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