La Basilica di San Benedetto del 1.300, la cattedrale di Santa Maria argentea e la chiesa di San Francesco a Norcia sono state distrutte, così come la torre civica e la chiesa di Sant'Agostino di Amatrice. La nuova onda terribile del terremoto attraversa il centro Italia e segna con lesioni, più o meno gravi, tutto lo straordinario patrimonio artistico del centro del paese e persino il Colle dell'infinito di Leopardi: si staccano calcinacci nel Duomo di Orvieto, si aprono fessure nella torre di Civita di Bagnoregio, e la scossa arriva alla basilica romana di San Paolo e alla chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, dove appare lesionata la straordinaria cupola del Borromini.

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E il segretario generale del Mibact, Antonio Pasqua Recchia pensa che si arriverà almeno a 5 mila segnalazioni di danni in totale. ''Le segnalazioni fino ad oggi dopo le precedenti scosse erano state circa 3000 - dice -, dopo il terremoto di questa mattina mi aspetto almeno altre 2000 segnalazioni. Pensiamo che sia stato il più violento''. 

Il cuore artistico dell'Italia dei borghi ha una ferita aperta su cui dovrà intervenite a giorni, ed è oramai urgentissima la nomina del Soprintendente unico speciale per le aree colpite dal sisma. Si tratta di un terremoto che ha colpito quattro regioni tutte ad alta densità di beni culturali, e il soprintendente avrà l'incarico di concentrarsi sul recupero del patrimonio mobile e immobile mentre il ministro Franceschini chiede più fondi per l'arte da salvare. Mentre le immagini dei capolavori feriti fanno il giro del mondo, il ministro ha annunciato nei giorni scorsi che l'art bonus verrà esteso anche ai beni ecclesiastici gravemente colpiti.

Oggi la più ferita è Norcia, dove sono andati distrutti i principali luoghi di culto. Della basilica di San Benedetto rimane in piedi soltanto la facciata che, con il portale laterale e la base del campanile risale alla fine del sec. XIV. Ma a Norcia è crollata anche la cattedrale di Santa Maria Argentea, chiesa romanica costruita nel nono secolo, più volte distrutta completamente o lesionata dai terremoti che si sono avvicendati nella zona nei secoli. Fu ricostruita nel 1500, poi nel 1700 crollò il campanile gotico sempre per un sisma, tanto che dell'edificio rinascimentale ad oggi rimaneva solo il battistero. È crollata anche la chiesa di San Francesco su Piazza Garibaldi. Costruita intorno al 1385 dai francescani, e distrutta e ricostruita dopo il terremoto del 1859, era uno degli edifici in stile gotico più rappresentativi del territorio. All'interno la biblioteca civica e l'archivio storico comunale composto da oltre 1.200 pezzi. Danneggiati pesantemente il Municipio e il museo della Castellina.

Ad Amatrice crolla la torre civica e quello che rimaneva della chiesa di Sant'Agostino, già pesantemente lesionata dal terremoto del 24 agosto scorso.

L'onda del sisma arriva anche a Roma. Crepe e cornicioni caduti hanno fatto chiudere per alcune ore la basilica di San Paolo, dove si sarebbe staccato anche uno dei supporti che tiene un grosso candelabro. Chiusa in via cautelativa anche la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, per le verifiche statiche della cupola del Borromini, capolavoro unico dell'arte Barocca, della lanterna e dell'adiacente palazzo della Sapienza. Calcinacci e piccole lesioni anche alla basilica di San Lorenzo fuori le mura di Roma dove è stata interedetta ai fedeli una parte della navata. Una crepa, dopo il terremoto, anche nell'intonaco di un muro di Palazzo Senatorio, la sede del Comune di Roma in Campidoglio. Verifiche dei vigili della città del Vaticano sulla basilica di San Pietro e San Giovanni in Laterano e a S.Maria Maggiore, dove non si sono verificati danni evidenti, è sempre stata aperta, ma è stato chiuso il museo.

Nel Lazio il campanile di Civita di Bagnoregio, città candidata a patrimonio Unesco, presenta delle fessure e la chiesa è stata chiusa. A Nepi è caduta la palla medicea del palazzo comunale. Controlli a palazzo Riario a Caprarola. Tra Norcia e Roma, una scia di danni che ha coinvolto anche L'Aquila. Nell'anconetano si registrano danni alla chiesa di san Giuseppe a Jesi. L'edificio è stato transennato e interdetto l'accesso.

A Fabriano a San Nicolò e nella Chiesa del Sacro Cuore. A Macerata il centro storico di Penna San Giovanni è stato chiuso, è crollato il campanile della Chiesa di San Giovanni, nella piazza centrale del borgo. Verso Sarnano, nella chiesa neogotica di San Giuseppe di Villa Pilotti, è crollato il campanile sul tetto della navata centrale sfondandolo. Il centro storico di Tolentino è ferito in profondità dal terremoto. Danni sono visibili alla Cattedrale di San Catervo e alla Basilica di San Nicola. Ad Ascoli, il campanile della Chiesa di Sant'Angelo Magno è gravemente lesionato. Nella provincia di Terni all'interno del Duomo di Orvieto piccoli calcinacci e polvere sono caduti dalle volte, ma dopo un sopralluogo l'Opera del Duomo parla di "problemi facilmente risolvibili". Ad Amelia inagibile la chiesa di San Francesco. Anche a Guardea inagibili due chiese, quella dei Santissimi apostoli Pietro e Paolo e quella di Sant'Egidio.

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