Redazione

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Ore 11:30 - Abbiamo visto questa mattina la situazione relativa al piano di piano di ricostruzione del governo; ora affrontiamo meglio la questione.

Le tre fasi operative dell'intervento sulle zone terremotate prevedono ora:

- (ovviamente) lo sgombero rapido delle macerie e la definizione quantitativa precisa dei danni, operazioni finanziate con i fondi della Protezione civile.

- L'obiettivo successivo è liberare la popolazione dall'affanno della tendopoli e costruire le casette di legno nelle quali offrire un po' di confort ai cittadini del cratere.  Non è chiaro cosa succeda fra il momento di smantellamento delle tende e la consegna di queste casette provvisorie, che per essere completata richiederà qualche mese (c'è chi dice 3, altri stimano 4-5 mesi), e c'è di mezzo l'inverno.  Si tratta di abitazioni (alcuni li chiamano minichalet), su un unico piano, vanno da 40 mq a 70, a seconda delle famiglie.

- Infine, terza fase (che sul piano progettuale prenderà avvio immediatamente). Quella della ricostruzione. Che secondo le promesse del governo dovrebbe restituire il più possibile i paesi come erano, creando le nuove case vicine a quelle crollate.
Si stima che la ricostruzione dovrebbe partire entro la primavera del 2017.
Sulla ricostruzione, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi dice che per la prima volta in Italia dopo un terremoto si ricostruiranno le abitazioni nuove vicino a dove erano quelle che sono crollate, così non si perderà l'identità dei paesi. Il sindaco ha precisato che si comincerà dalle 68 frazioni di Amatrice per poi arrivare in città. Priorità a scuole e abitazioni, ma verranno recuperati anche i monumenti e i simboli, come la Chiesa di Sant'Agostino, la torre civica e la basilica.

- A questo va aggiunta anche l'operazione "Casa Italia", finanziata con tre miliardi di euro all'anno, per rendere paese più sicuro davanti ai rischi sismici. Saranno incentivi ai privati - modello eco-bonus - e interventi diretti.

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29 agosto, ore 8:00 - Terremoto, oltre il lutto, ora si guarda avanti.
La politica è chiamata infatti a occuparsi subito della ricostruzione.

Nel brevissimo periodo l'obiettivo è predisporre una sistemazione per l'autunno, che vada oltre le tende; poi nel giro di 3-4 mesi, casette di legno in attesa che i borghi vengano ricostruiti. Così si muoverà il governo per dare una sistemazione adeguata agli sfollati e passare poi alla ricostruzione.

A testimoniare la vicinanza delle istituzioni è stata domenica Laura Boldrini, presidente della Camera, che si è recata ad Amatrice e ha voluto prendere un impegno: "I corpi dello Stato sono qui a fare quadrato", ha detto, ma la fiducia della gente "non è in bianco" e le promesse fatte vanno mantenute. Ecco perché "la politica deve rimanere unita, come ha fatto in questi giorni".

Boldrini ha anche sottolineato i prossimi passaggi tecnico-legislativi, con un decreto del governo, per fissare gli interventi, che poi passerà alle Camere e con la legge di stabilità.

Per la gestione della ricostruzione si profila l'ipotesi di un incarico di commissario affidato a Vasco Errani, che quand'era governatore dell'Emilia Romagna gestì bene il dopo-sisma nel 2012 nella sua regione.

Mercoledì ad Amatrice arriverà il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini per una riunione con gli operatori della scuola: al centro la riapertura dell'anno scolastico e l'obiettivo di garantire un avvio regolare.

Il premier Matteo Renzi è volato domenica Genova dall'architetto e senatore a vita Renzo Piano, che sul Corriere della Sera domenica ha proposto il suo modello di "cantieri leggeri" per non sradicare la gente dai luoghi in cui è nata e vissuta.

L'idea di Piano è che bisogna "ricucire senza distruggere, la leggerezza come dimensione tecnica e umana". Ma per farlo "serve un programma di investimenti e incentivi". Un'operazione che "deve essere di sistema, non si fa in un paio d'anni. Servono due generazioni. O anche di più".

Intanto la Protezione civile lavora sui luoghi del terremoto. Dopo la fase della primissima emergenza e del "soccorso d'urgenza, che comunque continuerà", si passa ora "a una fase più assistenziale", ha spiegato Fabrizio Curcio, alla guida della struttura nazionale.

Il numero delle vittime è attestato a 290, dopo che il precedente dato di 291 è stato rivisto sulla base delle comunicazioni della Prefettura di Rieti.

Quanto ai dispersi, la cifra di 10 riferita dal sindaco di Amatrice, Pirozzi, è giudicata "attendibile".

La situazione resta, ovviamente, molto difficile. L'onda sismica, che dalla notte del 24 agosto ha fatto registrare oltre 2.000 repliche, non si ferma e in montagna c'è rischio smottamenti, al punto che il Soccorso alpino ha sconsigliato escursioni sui monti Sibillini, catena incastonata tra Marche, Umbria e Lazio.

Il maltempo previsto da martedì potrebbe peggiorare il quadro.

Nelle tendopoli di Pescara e Arquata del Tronto è tornato il vescovo di Ascoli, Giovanni D'Ercole, che sabato aveva celebrato i funerali di 35 vittime, per la messa domenicale e per portare conforto. Anche papa Francesco potrebbe andare presto in visita: "Appena possibile anch'io spero di venire a trovarvi", ha detto lui stesso all'Angelus, ricordando l'importanza della "solidarieta' per superare prove cosi' dolorose".

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