Cronaca

Telefoni blu: quando gli assessori non sanno resistere

In un comune della provincia di Livorno in pochi mesi quattro assessori hanno speso quasi 17 mila euro tra telefonate e connessioni web.

Maxi bollette degli assessori.Chi le paga?

– Credits: Lapresse

Piovono bollette. Anzi, maxi bollette all’importo a dir poco “cocente”. Che considerati i periodi caldi e soprattutto la crisi, per il piccolo Comune di Cecina sono diventate davvero un incubo. Da un paio di mesi continuano ad arrivare sulla scrivania del sindaco del comune in provincia di Livorno, i resoconti telefonici da capogiro delle sim intestate all’amministrazione ma in dotazione ai suoi assessori.

La prima bolletta ad arrivare, a giugno, è stata quella dell’assessore ai lavori pubblici : 11.073 euro. Poche ore prima di Ferragosto eccone arrivare altre tre dall’importo più che salato intestate ad altrettanti assessori. Tra questi, neanche a dirlo, proprio il responsabile dei servizi tecnologici. Solo a lui, la Tim ha fatturato 3 mila euro.

Ma com'è possibile che un assessore in tre mesi, queste le mensilità calcolate dall’operatore telefonico, possa raggiungere cifre simili? E’ stato un errore della Tim oppure il traffico telefonico c’è stato?

A quanto pare, gli assessori del comune labronico non hanno resistito alla tentazione di sfilare la sim comunale dal vecchio telefonino in dotazione, un modello antiquato di Nokia, per inserirla nel loro smartphone o iPhone privato. Ed ecco che la tecnologia wap ha fatto il resto: ha collegato a loro insaputa il telefono al web e ha cominciato a succhiargli il credito. Per tre lunghissimi mesi.

La cosa curiosa è che l’assessore ai lavori pubblici dalla maxi bolletta, proprio nei mesi in questione ovvero gennaio febbraio e marzo, aveva appena partorito ed era in maternità. “Ho partorito il 4 febbraio e in quei giorni a tutto pensavo fuorché a telefonare o a navigare in internet. Non sono nemmeno così informatizzata: non ho un account su facebook; a casa ho il mio pc con una chiavetta Wind e uso pochissimo il telefono del Comune”, si è giustificata la neomamma.

Dunque, l'assessora non avrebbe utilizzato il cellulare ma per gli altri colleghi della Giunta? Le bollette telefoniche recapitate nei giorni scorsi non sono riconducibili allo stesso trimestre dell’assessore ai lavori pubblici ciò sta a significare che non si tratta di un errore di conteggio della Tim. Oppure si tratterebbe di un errore "ripetuto" dall'operatore telefonico.

Ma la compagnia telefonica ha negato di aver commesso errori nel computo della maxi bolletta di oltre 11 mila euro intestata al Comune di Cecina, ma nonostante ciò ha promesso che praticherà sulla bolletta dell’assessore ai lavori pubblici, un discreto sconto: oltre diecimila euro. Perché? Non pochi per un errore non commesso. Ma la restante cifra? “Le 600 euro rimanenti dovrà pagarle l’assessore di tasca propria” ha fatto sapere il Comune.
Stesso trattamento anche per gli altri assessori?  

Il sindaco, dopo qualche giorno dopo, ha fatto pubblicare su un quotidiano locale i dati sul traffico telefonico degli ultimi 4 anni e anche il numero dei cellulari, 34 in totale, assegnati a lui stesso, agli assessori, al presidente del consiglio e all’autista (11), alla polizia municipale (3), al segretario e ai servizi informatici (4), al servizio reperibilità (1), alla gestione patrimonio e opere pubbliche (12) e ai servizi cimiteriali (3).

Trentaquattro telefonini e schede sim il cui costo mensile procapite, dal 2008 ad oggi, non aveva mai superato 14 euro.

La questione “bollette salate” non poteva non sollevare polemiche. Due consiglieri del Pdl accusano l’amministrazione comunale: “Non capiamo perché dopo "l'incidente" avvenuto all'assessore ai lavori pubblici nessuno abbia pensato di imporre l'uso dei telefoni dati in dotazione dal comune, quelli di vecchia generazione, a tutti coloro che hanno una scheda sim comunale, o si sia messo un tetto alla spesa massima, oltre il quale è l'affidatario della scheda sim a dover rispondere con le proprie risorse”.

E poi concludono: “Crediamo sia opportuno rivedere quanto prima anche il numero di 34 schede sim che sono attualmente di proprietà del comune”. Già, non sono un po' troppi 34 telefoni comunali, quindi a carico dei cittadini, in un comune di poco più di 28 mila abitanti?

Chissà forse questa sarà l’’occasione, dopo le auto blu, di dare un taglio anche ai "telefoni blu”.

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