Cronaca

Tav e autostrade: corruzione in cambio di appalti - VIDEO

Imprenditori e tecnici indagati per le Grandi Opere. Coinvolti i figli dell'ex ragioniere dello stato Monorchio e dell'ex ministro dei Trasporti Lunardi

Autostrada Salerno Reggio Calabria

I carabinieri del Comando Provinciale di Roma oggi hanno eseguito misure cautelari in diverse regioni nei confronti di 21 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione e tentata estorsione nelle Grandi Opere. Gli investigatori ipotizzano un'associazione per delinquere che ha compiuto condotte corruttive per ottenere contratti di subappalto nei lavori di una tratta della Tav Milano-Genova; del sesto Macrolotto dell'A3 Salerno-Reggio Calabria e della People Mover di Pisa.

Michele Longo ed Ettore Pagani, presidente e vicepresidente di Cociv, l'ingegnere Giampaolo De Michelis e l'imprenditore Domenico Gallo sono, secondo gli inquirenti, le quattro persone che legano le inchieste di Roma e Genova sulla presunta corruzione negli appalti per le Grandi opere. In particolare, secondo quanto emerso dall'inchiesta, De Michelis e Gallo volevano mettere in piedi lo stesso sistema adottato per i lavori di realizzazione dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Per gli inquirenti, i due avrebbero intimidito anche con metodo mafioso gli imprenditori per fare acquistare loro gli inerti dalle ditte da loro indicate.

Tra gli arrestati c'è anche Giandomenico Monorchio, imprenditore e figlio dell'ex ragioniere generale dello Stato Andrea. Giuseppe Lunardi, invece, figlio dell'ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, risulta indagato a piede libero.

Otto regioni coinvolte

L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Roma, è denominata Amalgama e ha fatto scattare arresti nel Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Calabria. L'indagine avrebbe ricostruito condotte illecite di un gruppo di persone costituito, organizzato e promosso da De Michelis, che, fino al 2015, è stato il direttore dei lavori nell'ambito delle tre opere pubbliche interessate e dal suo socio di fatto, l'imprenditore calabrese delle costruzioni stradali Domenico Gallo, che si è avvalso del contributo di altre 9 persone, tra le quali anche alcuni funzionari del consorzio Cociv.

Il ruolo del direttore dei lavori

L'ex direttore dei lavori avrebbe "messo a disposizione la sua funzione pubblica per favorire alcune imprese impegnate a eseguire i lavori, ottenendo in cambio commesse e subappalti in favore di società riferibili di fatto a lui stesso e a un imprenditore calabrese". È quanto ipotizzano gli investigatori. Inoltre, sarebbe stata accertata l'esistenza di rapporti corruttivi tra il direttore dei lavori con i vertici dei General Contractor che si occupano della realizzazione delle tre grandi opere pubbliche.

La tangente

La consegna di una tangente è stata documentata dagli investigatori della Guardia di Finanza all'interno di alcuni uffici del Consorzio Cociv, un colosso di cui fanno parte Salini Impregilo, Condotte e Civ che sta realizzando i sei lotti della linea ad Alta Velocitaà Genova-Milano. Lo scambio della "bustarella" avviene tra un dirigente generale del Consorzio e un imprenditore: le immagini delle telecamere nascoste posizionate dagli uomini della Guardia di Finanza riprendono infatti in un primo momento un soggetto che oscura l'ufficio abbassando le tapparella; successivamente si vede una seconda persona che consegna la "bustarella". I due parlano per qualche minuto dopodiché, secondo gli investigatori, il secondo soggetto si allontana e il primo conta il denaro contenuto all'interno della busta.

"Cemento che sembra colla"

"Cemento che sembra colla". È quanto detto da uno degli indagati in una conversazione intercettata, riferendosi a lavori eseguiti con materiali scadenti. In un'altra intercettazione si sottolinea che è "fondamentale raggiungere l'amalgama" che consente di "stare tutti a coltivare l'orticello".

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