Cronaca

Tap: chi è Giuseppe Serravezza, l'oncologo oppositore

Il medico a favore degli ulivi e della sicurezza ambientale in Puglia, contro il gasdotto di Melendugno che porterebbe il gas dell'Azerbaijan in Italia

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Chiara Degl'Innocenti

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"Sono pronto a riprendere questa e altre forme di protesta più incisive, qualora non ci fosse un cambio di atteggiamento da parte del Governo. Invito quei salentini che in questi giorni hanno intrapreso il digiuno, a sospendere l'iniziativa". Queste le parole di Giuseppe Serravezza, l'oncologo salentino che ha deciso di sospendere il digiuno totale che durava da 12 giorni per protestare contro la Tap, il gasdotto della discorsia.

Chi è Serravezza
Già presidente Lilt Lecce e attuale responsabile scientifico è considerato uno dei dei volti storici dell'attivismo salentino. Medico oncologo ha dedicato parte del suo tempo, per decenni, alla situazione epidemiologica della provincia di Lecce non mancando di denunciare l'esistenza di un livello di mortalità legata a vari tumori superiore al resto della Puglia.

Per questo, fin dagli esordi del progetto si è fatto garante dela battaglia No Tap, convinto che il terminale di ricezione in cui dovrebbe passare il gas (che si trova a poca distanza dall'abitato di Melendugno) porterà emissioni pericolose. Secondo Serravezza la Tap, dunque, non è un'opera innocua dal punto di vista ambientale.

La Tap
Numerosi comitati locali, oltre al Movimento 5 Stelle, da tempo protestano contro la costruzione del gasdotto noto anche come Tap di Melendugno che porterà in Italia il gas dell'Azerbaijan.

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Ad aprile una cinquantina di attivisti erano stati bloccati all'interno del terreno privato, di fronte all'ingresso del cantiere, che era stato trasformato in presidio. Le ruspe e i posti di blocco messi davanti agli accessi avevano impedito l'arrivo in massa di manifestanti, anche se la zona poi era stata raggiunta a piedi attraverso le campagne.

Oggetto del contendere i 43 ulivi rimasti da mettere in sicurezza nell'area di cantiere. In totale erano 211 gli alberi da espiantare in questa prima fase di lavori (2.000 per la realizzazione complessiva) e, secondo gli impegni della società, tutti saranno ripiantati al loro posto a interventi conclusi.

Dal digiuno alla manifestazione
"Sospendo per tre giorni lo sciopero della fame e della sete in vista della manifestazione dei sindaci del Salento in programma a Roma, dinanzi a Palazzo Chigi e Parlamento, alla quale intendo partecipare", afferma Serravezza. "Tutti insieme chiediamo, ancora una volta di essere rispettati ed ascoltati dal Governo nazionale, così come chiediamo che finalmente Regione e Governo riprendano un sano confronto per il bene di tutte le comunità pugliesi. Il Salento non può più permettersi ulteriori pressioni di carattere ambientale e sanitario, tanto alto è il prezzo che questo territorio sta gia' pagando e del quale le istituzioni nazionali e comunitarie sono drammaticamente a conoscenza". "Invito i salentini - aggiunge - a non abbassare la tensione morale di questi giorni: siamo solo agli inizi e sappiamo che la lotta sarà lunga e dura, ma lo dobbiamo alle generazioni future di questa terra".

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