Tanto rumore per nulla: Cleopatra risparmia Roma

Allarmismi ingiustificati: doveva essere un cataclisma, ma ieri sulla Capitale solo un normale temporale

Claudia Daconto

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"Romani restate a casa, arriva Cleopatra!".

Per una settimana tv e giornali ci hanno martellato con una notizia davvero incredibile per essere in autunno: piove.

Anzi pioverà. Potrebbe piovere con forte intensità. Come d'estate che fa caldo. Pazzesco.

"Attenzione: fenomeni straordinari interesseranno la Capitale già dalle prime ore di lunedì".

E invece niente. Alle 8 del mattino di ieri era tutto sereno. Figlia: “Quasi quasi faccio una passeggiata al parco con il cane”, madre: “Sei pazza? Ti vuoi beccare l'acqua?”, figlia: “Ma se non piove”, madre: “Eh, ma con questo tempo non si sa mai...”.

Quale tempo? Scrutiamo il cielo in canotta e occhiali da sole. Non scende una goccia fino alle 19.30 di sera quando, sì, un po' è piovuto. D'accordo, è piovuto molto. Si sono allagate le strade e la metro, sono caduti dei rami, qualcuno è inciampato e si è sbucciato il ginocchio. E allora? E' quello che succede sempre comunque. E il temporale di ieri non ha affatto avuto caratteristiche straordinarie. Per mandare in tilt la Capitale, purtroppo, basta molto meno. Bastano le nuvole. Perché le caditoie sono stabilmente intasate, perché l'asfalto di pessima qualità che si butta in strada per rattoppi alla buona non è drenante. E allora che si fa? Per esempio si chiudono le gallerie, come la Giovanni XXIII, che da Roma Nord arriva giù allo Stadio Olimpico e per tanti romani “è nà salvezza”. Però va chiusa perché se piove diventa una piscina e se provi a scendere ti trovi di fronte un muro d'acqua. Così tutti sulla Trionfale dove, a quel punto, “ce poi morì”.

Comunque ieri mattina una cosa davvero incredibile è successa: il traffico è impazzito lo stesso. Anche se era tutto ancora asciutto. Potere del condizionamento mediatico. Delle dirette sul nubifragio, ma sotto il sole, dei telegiornali locali. Per cui invece di prendere l'autobus come sempre, tanti si sono buttati in macchina, perché col cavolo che a Roma la gente non si muove. Ma che razza di appello è: “state a casa perché piove”?

Come si fa a consigliare a una città di fermarsi per la pioggia? Che bisognava fare? Darsi malati? Prendere un giorno di ferie? Fare scorte alimentari?

A un certo punto qualcuno ha pure ipotizzato la chiusura di scuole e uffici pubblici. Poi il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli ha riportato tutti sulla terra: “Lo ritengo un gesto eccessivo rispetto a quello che ci si aspetta in questo inverno nel quale non possiamo chiudere scuole e uffici per ogni allerta di meteo avverso”. E su questo, alla fine, si è dovuto rassegnare anche il sindaco Gianni Alemanno, diventato da tempo lo zimbello della rete da quando si è fatto riprendere a spalare neve, a fare giri in moto anti lucciole e a raccogliere monnezza. Il sopralluogo è arrivato puntuale anche ieri. Alemanno è andato all'Infernetto, quartiere a sud di Roma dove il 20 ottobre scorso un povero cingalese affogò nello scantinato della sua abitazione. Ma che ci è andato a fare Alemanno? Drenare acqua con le pompe idrovore?

Su Facebook gira un simpatico fotomontaggio con lui venditore di ombrelli alla fermata della metro. Un altro, ancora più impietoso, lo ritrae nelle vesti di una procace Cleopatra. Su Twitter invece si scatena l'ironia dei romani: "Secondo voi, io che abito vicino a Ottaviano (fermata della metro A), mi devo preoccupare dell'arrivo di Cleopatra?"; "Quelli del Meteo, secondo me, fanno gli scherzi telefonici di notte ad Alemanno"; "Alemanno, chi te le fa le previsioni del tempo? Il mago Do Nascimento?"; "Maltempo Roma, Alemanno suggerisce: mettete a coppie i vostri animali".

Tra i raggi di sole intanto si fa largo un dubbio: sia mai che tutto questo allarmismo e i sacchi di sabbia intorno al Colosseo c'entrino qualcosa con il fatto che in primavera a Roma si vota e che Alemanno sta promuovendo proprio in questi giorni la sua Rete Attiva, creatura della moglie Isabella Rauti? Per la neve dello scorso anno - per cui tutta Italia ancora ci ride dietro - mancò poco che dovette dimettersi. Oggi, per due gocce, rischierebbe la rielezione.

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