Susanna Rufi, la "delegata speciale" che non c'è al Sinodo dei giovani

La diciannovenne romana, morta di meningite fulminante durante il viaggio di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù del 2016 a Cracovia, ideale presenza ai lavori in Vaticano. Il racconto del padre in un libro

susanna rufi

Una foto dal profilo Facebook di Susanna Rufi – Credits: Per gentile concessione della Famiglia di Susanna Rufi

Orazio La Rocca

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Accanto ai 35 ragazzi e ragazze che seguono i lavori dei 266 padri sinodali in Vaticano, spiritualmente c'è anche lei, Susanna Rufi.

Susanna è la diciannovenne romana della parrocchia di San Policarpo morta improvvisamente durante il viaggio di ritorno dalla Gmg (Giornata Mondiale della Gioventù) di Cracovia (Polonia) del 2016.
La  giovane venne salutata anche da papa Francesco, appena rientrato a Roma, con parole commoventi, incoraggiamento e calore. “Un ricordo pieno di affetto va a Susanna, la ragazza romana di questa diocesi che è deceduta, subito dopo aver partecipato alla Gmg, a Vienna. Il Signore, che certamente l'ha accolta in Cielo, conforti i suoi familiari ed i suoi amici”.

Al Sinodo, dunque, c'è la delegata che non c'è, arrivata direttamente dalla Gmg, l'ultimo grande evento a cui Susanna partecipò con slancio e entusiasmo – dal 25 al 31 luglio di due anni fa – insieme a oltre un milione e mezzo di teanager provenienti da tutto il mondo per ascoltare Bergoglio, che, tra l'altro, ebbe per loro parole di incoraggiamento a “cambiare il mondo”, a “farsi lievito della società” e a “non cadere nei tranelli delle facili promesse”. Inviti destinati anche alla Chiesa spinta ad "ascoltare con più attenzione le esortazioni, le attese e le speranze giovanili".

Alla Giornata mondiale della gioventù 2016

Susanna ne rimase rapita, “folgorata”, tanto che decise di seguire quel pastore vestito di bianco anche al Sinodo dei giovani del 2018, quasi figlio dell'entusiasmante Gmg polacca.

Ma non ce l'ha fatta. Un destino crudele se l'è portata via, all'improvviso, senza darle il tempo di salutare, strappandola agli affetti di mamma Leila Guerriero, di papà Enrico e della sorella Margherita, a causa di una meningite fulminante che la colpì a Vienna, nel viaggio di ritorno da Cracovia, dove era stata insieme alla sorella e agli amici della parrocchia.

Quella Gmg – appuntamento dedicato ai giovani dei 5 continenti concepito negli anni '80 da Giovanni Paolo II -  anticipa in un certo senso l'attuale Sinodo.

Susanna lo capì a volo, spinta in particolare dalla forza trascinante di Francesco che alla fine della Gmg confidò di essere rimasto “felicemente colpito” dalle risposte ricevute, ricordando in particolare quando “vi ho chiesto più volte se le cose si possono cambiare e voi avete gridato insieme un fragoroso sì!...”. “Ebbene, cari giovani, andate in nome del Signore e cambiate il mondo!... senza timori, liberi… senza farvi condizionare da nessuno....”.

Parole che Susanna fece subito sue, per metterle in pratica nella quotidianità. E decise di portarle come suo contributo al Sinodo dei giovani.

Idea che incominciò ad accarezzare gelosamente nel viaggio di ritorno a Roma, appena salita sul pullman, non dando eccessivo peso a una noiosa febbre che, di lì a poco, sarebbe stata diagnosticata come conseguenza di una rarissima forma di meningite dai medici di un ospedale di Vienna, dove il suo parroco e un gruppo di volontari la fecero ricoverare subito.

Il libro di papà Enrico

Susanna purtroppo se ne andò in silenzio senza riprendere più conoscenza il primo agosto 2016, portandosi nel cuore e nell'anima tutto il suo mondo di gioia, di sacrifici e fiducia nel domani, a partire dal suo contributo che avrebbe voluto portare al Sinodo dei giovani, ricorda Enrico Rufi, il papà, nel libro che le ha dedicato, L'alleluja di Susanna, edito dalla San Paolo.

Nella presentazione del volume, affidata al cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), si legge tra l'altro, che “alla vigilia di un Sinodo in cui papa Francesco chiede alla Chiesa di porsi in ascolto dei giovani, auguro a chiunque legga queste pagine, destinate a tutti, di essere ispirato dalla stessa 'nostalgia', dai motivi che hanno spinto Susanna, e anche la sua famiglia, a cercare Dio in tutte le strade del mondo e a trovarne i segni in ogni vicenda nella propria creaturalità. La quale è sempre, anche nella sua fragilità terrena, messaggio e messaggero di una Storia infinita”.

Sulle orme di Papa Francesco

Pagine che vogliono essere "la risposta" di Susanna all'appello che il Papa ha rivolto ai giovani nell'invitarli alle assise sinodali, spiega Rufi, giornalista e storica voce di Radio Radicale, di formazione cattolica cresciuto nello scoutismo giovanile e attento osservatore della scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, dalla metà degli anni Settanta accanto a Marco Pannella, obiettore di coscienza al servizio militare, con un dottorato in Letteratura francese conseguito alla Sorbona di Parigi.

Susanna “è sepolta nel cimitero di Lanuvio insieme al nonno, in collina”, si legge nel Prologo del libro. “Riposa in tenuta da pellegrina: la maglietta della Gmg e i pantaloncini macchiati del verde dell'erba di Cracovia. In ospedale a Vienna le avevano tolto, tagliandolo, il braccialetto giallo che portava al polso destro. E ora lo tiene tra le mani. C'è scritto con carattere in maiuscolo JESUS, I TRUST IN YOU, Gesù confido in te...”.

Poche semplici parole che permettono al papà Enrico di tratteggiare con cura il carattere e la formazione cultural-religiosa della figlia, che senza ombra di dubbio avrebbe accolto con entusiasmo le espressioni con cui papa Francesco indisse - all'indomani della Gmg 2016 - il Sinodo dei giovani, là dove esortò il mondo ad usare i giovani come “un'arma” per scuotere le coscienze, risvegliare dal torpore le ricche società dell'Occidente, porre al centro dell'attenzione generale “poveri, ultimi, malati, scartati...” e quanti fuggono da guerre, oppressioni, fame.

Assise - come poi lo stesso papa Bergoglio ha ribadito aprendo l'incontro sinodale e nei suoi interventi ai delegati - destinate a far discutere, a seminare interrogativi, porre nuove domande sul futuro della Chiesa e della società in genere, facendo leva principalmente sulle domande del mondo giovanile.

E i primi passi compiuti dal pontefice argentino in chiave sinodale non hanno deluso. A partire dal titolo:  "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale", che “costringerà vescovi e delegati episcopali - l'auspicio papale - a mettersi in ascolto delle istanze giovanili, anche in materia di religione, avanzate dai ragazzi e le ragazze del Terzo Millennio, al di là di nazionalità, colori politici, orientamenti religiosi.

Un giovanissimo popolo in cammino sulle orme di Bergoglio, sul quale non mancherà dalla collina di Lanuvio lo sguardo di una "delegata speciale", Susanna Rufi, la giovane della Gmg di Cracovia del  2016 che non fece in tempo ad arrivare al Sinodo dei giovani del 2018, diventandone però ideale simbolo ed icona in pectore di quanti la conobbero durante la sua giovane vita.         

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